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Azioni Banca Popolare di Bari: si avvicina il momento della triste verità
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Articolo di Giuseppe D'Orta
13 marzo 2017 13:32
 
E' stata convocata per domenica 26 marzo, in seconda convocazione, l'assemblea dei soci Banca Popolare di Bari. Si tratta di un evento assai atteso da parte di circa 70.000 azionisti che da alcuni anni vivono l'impossibilità di vendere i propri titoli.

Basti pensare che nel corso dell'ultima asta organizzata dalla banca, lo scorso 28 febbraio, sono state scambiate appena 2.100 azioni per un controvalore di soli 15.750 euro.

Tutto ciò è naturale, anzi c'è da chiedersi chi abbia comprato quelle azioni ad un prezzo, 7,50, del tutto fuori dal mondo e che deriva da una valutazione "creativa" espressa dal Consiglio di Amministrazione lo scorso anno ribassando la precedente valutazione, altrettanto "creativa", di 9,53 euro.

Il discorso è che anche a Bari, come altrove, si è inceppato il meccanismo che per decenni ha fatto campare bene la banca ed anche i suoi azionisti. Il C.d.A. fissava il prezzo e le compravendite avvenivano incrociando le disposizioni di vendita e di acquisto della clientela. Quando le quantità in vendita eccedevano quelle in acquisto, il Fondo acquisto azioni proprie della banca interveniva per soddisfarle. Le nuove regole U.E. in vigore dal 2014 e che impongono sempre l'autorizzazione della vigilanza per ogni intervento del Fondo, hanno peggiorato la preesistente situazione di difficoltà del Fondo dovuta all'enorme divario tra quantità in vendita ed in acquisto di questi ultimi anni. 

Scendendo nei dettagli, il Fondo acquisto azioni proprie della Popolare di Bari può acquistare fino a 50 milioni, come deliberato nell’Assemblea dei Soci del 30 maggio 2012, ma occorre l’autorizzazione da parte della Banca d’Italia ai sensi degli articoli 77 e 78 del Regolamento UE 575/2013 (c.d."CRR").

Difficoltà a vendere le azioni della Popolare di Bari, infatti, ci sono segnalate sin dal 2011, pertanto non ha alcuna importanza il discorso della trasformazione in Società per Azioni prevista dalla legge per le popolari di grandi dimensioni e per ora tenuto in sospeso dopo i ricorsi presso il Consiglio di Stato ed anche la Corte Costituzionale. A tal proposito, il C.d.A. aveva stabilito in 7,50 euro il prezzo cui pagare le azioni consegnate dagli azionisti recedenti. Il punto è che la legge consente di sospendere il pagamento all'infinito, quindi il prezzo è puramente teorico. Se anche ciò fosse dichiarato illegittimo, inoltre, non cambierebbe un bel niente perché la Popolare di Bari non disporrebbe certo dei liquidi sufficienti per pagare tutte le azioni per le quali il recesso sarebbe esercitato. Anche il discorso del recesso, come si può ben comprendere, non valore concreto.

Fondamentale è invece la decisione degli amministratori, sempre più pressati dagli eventi, di avviare le procedure volte a consentire la negoziazione dei titoli presso Hi-Mtf, un sistema multilaterale di negoziazione che fa capo all'Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, Iccrea, Aletti, Banco Popolare e Banca Sella. Le classiche aste sono quindi destinate a sparire, ma già da anni gli scambi sono rarefatti per la quasi totale assenza di acquirenti e soprattutto per il mancato intervento del Fondo acquisto azioni proprie della banca.

Quale prezzo sarà espresso dal mercato per le azioni Popolare di Bari? Inutile farsi illusioni: sarà un tracollo.

I multipli di bilancio espressi dal prezzo corrente di 7,50 appaiono quantomeno doppi rispetto ad analoghe realtà quotate in borsa ed è quindi agevole ipotizzare un prezzo di mercato almeno del 50% inferiore rispetto all'attuale e del 70% inferiore rispetto al massimo precedente di 9,53. A ciò si aggiunge il discorso che ci sono migliaia di soci che intendono vendere, e questa massa di azioni in vendita non troverebbe accoglienza dai compratori se non ad un prezzo infimo. Non è chiaro se il Fondo acquisto azioni proprie possa almeno in parte intervenire, come sta accadendo per l'analogo caso di Banca Valsabbina, il prezzo delle cui azioni è attualmente di 5,90 euro contro i 18 euro dei "bei tempi andati", quotazione che solo l'intervento del Fondo azioni proprie della banca riesce a non far precipitare ancora più. Anzi, sarebbe opportuno che nel corso dell'assemblea gli amministratori della Popolare di Bari comunicassero se ed in quale maniera il Fondo acquisto azioni proprie potrà intervenire sull'Hi-Mtf per garantire liquidità e sostenere il prezzo.

Non finisce qui. La Popolare Bari ha in circolazione anche un bond subordinato molto diffuso tra il pubblico, ossia il prestito Banca Popolare di Bari 6,50% 2014/2021 subordinato Tier II, collocato in abbinamento con la sottoscrizione di un uguale controvalore di azioni. Anche questo titolo è attualmente invendibile

Da notare, infine, come dal 1 settembre 2014 esiste un nutrito numero di azionisti che si è visto attribuire i titoli dopo la decisione della banca di esercitare la facoltà di riscatto anticipato del prestito obbligazionario 7% 2013/2018.

Cosa fare? Affronteremo il discorso nel prossimo articolo sulla Popolare di Bari.
 
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