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Una 'fastidiosa anomalia' di Borsa legata al calendario?
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Articolo di Nicola Zanella
14 febbraio 2010 11:38
 
Se i mercati fossero efficienti in senso informativo, non dovrebbero esistere opportunità di profitto facili da cogliere, senza rischi e costi aggiuntivi, o almeno, dovrebbero esistere solo per limitati periodi temporali. Come interpretare quel “limitati” è una questione tutt’altro che semplice ma che non è utile affrontare in questa sede.
Le anomalie di calendario, soprattutto quelle di più lungo termine, creano qualche grattacapo ai ricercatori finanziari che credono nell’efficienza dei mercati e che devono cercare di spiegarle.
Sembra infatti che vi siano dei giorni del mese in cui si possa prevedere una perdita media dei mercati azionari, come il lunedì, e giorni in cui il rendimento è positivo, come il venerdì.
Un altro esempio riguarda i mesi dell’anno: gennaio in molti mercati è stato il mese migliore dell’anno per lunghi archi temporali, al contrario settembre si è dimostrato il peggiore.
Allungando l’orizzonte temporale, in modo anche da limitare i costi di transazione, pericolo numero uno per i piccoli investitori che inseguono queste anomalie, e trovandoci all’inizio di un nuovo decennio, ho analizzato il comportamento del mercato azionario statunitense ed italiano nella prima parte di un decennio (i primi 5 anni, dagli anni “00” agli anni “04”) e nella seconda parte (i secondi 5 anni, dagli anni “05” agli anni “09”).
I risultati sono certamente curiosi e non ben auguranti purtroppo!!
Di seguito, si veda prima il confronto per il mercato azionario statunitense dal 1930 al 2009 e successivamente quello per la nostra Borsa, sempre dal 1930 al 2009, rielaborando i dati dell’indice Mediobanca.



Come si può vedere, sia negli Stati Uniti sia in Italia, i primi cinque anni del decennio hanno reso molto meno dei secondi cinque. Addirittura, in Italia investendo solo nei primi cinque anni del decennio il capitale si sarebbe dimezzato.
Come per molte altre “anomalie” di Borsa, il problema in questa è che non ogni anno della seconda parte del decennio è stato un anno positivo.
Pensate se io avessi pubblicato questo articolo a fine 2007 e voi, in base agli indiscutibilmente strabilianti risultati passati, aveste deciso di puntare i vostri soldi in Borsa negli ultimi due anni. Cosa sarebbe successo lo potete vedere molto bene dai due grafici precedenti.
Come credo tutti sappiate, il 2008 è stato l’anno horribilis delle Borse, con il mercato azionario italiano ad esempio che ha perso quasi il 50%.
Tutto ciò per dire che se queste sono “anomalie” dovute a cause economiche reali ancora da spiegare completamente, allora è possibile che un simile comportamento possa essere replicato anche in futuro con una certa costanza. In Usa ad esempio dal 1930 solo il 15% degli ultimi cinque anni del decennio sono stati per almeno 6 mesi in recessione, contro il 30% dei primi cinque anni del decennio.
Se invece questa, come altre anomalie di Borsa, fosse solo dovuta al caso, allora i risultati possibili di questa strategia potranno essere simili o peggiori a quelli del 2008.
Se fosse una vera opportunità di profitto ancora da sfruttare, quindi una strategia non ancora conosciuta o implementata da sufficienti investitori con capitali consistenti, sperate che il 2008 sia stato un’anomalia nell’anomalia (in fondo il 2009 è stato un anno più che positivo, no?!) e sperate di arrivare prima del resto del mercato, perché altrimenti altre delusioni vi attenderanno.
Per questi ultimi investitori, allego il seguente grafico, in cui viene mostrato il comportamento relativo dei vari anni nel mercato azionario statunitense negli ultimi ottant’anni.



Gli anni che terminano con “5” hanno reso più di tutti, mentre quelli che terminano con il “7” sono stati i peggiori.
Gli anni con “0” alla fine si classificano terzultimi. Investendo in Borsa solo in questi anni, si sarebbe infatti intaccato il capitale in termini reali: 100 unità di valuta locale sarebbero diventati circa 80.
Quindi, che avete deciso? Vi convince o no questa “anomalia”?

N.B. Se decidete di non investire in Borsa quest’anno a causa di questo articolo, vi prego di non rimpiangere la scelta fatta se poi nel 2010 il mercato azionario segnerà ad esempio un +44%.
In fondo, è proprio questo il bello e il brutto delle “anomalie-opportunità di profitto”: sembrano ovvie e pronte da cogliere, ma si riconoscono solo ex-post e da un momento all’altro possono scomparire, insieme ai vostri soldi!!


Nicola Zanella si occupa di ricerca finanziaria. Ha fondato il sito www.bondreali.it. I suoi interessi di ricerca sono: la teoria dei mercati efficienti, la finanza comportamentale, l’equity premium e l’equity premium puzzle, la prevedibilità delle serie azionarie, l’effetto di diversificazione temporale delle azioni, l’asset allocation e le obbligazioni indicizzate all’inflazione. Può essere contattato all’indirizzo E-mail: n.zanella (c-h-i-o-c-c-i-o-l-a) aduc (p-u-n-t-o) it, oppure usando la form
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