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Per fortuna Poste Italiane ci ricorda le disgrazie prodotte dai monopoli (pubblici)
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Articolo di Domenico Murrone
8 gennaio 2010 11:10
 
 Delusi dalle liberalizzazioni? Stanchi delle vessazioni subite da ex monopolisti pubblici (Telecom, Enel, Alitalia) e dai loro non meno infidi concorrenti (Vodafone, Sorgenia, Ryanair)? Non vedete differenze nell'agire delle banche da quando sono passate dal controllo pubblico a quello privato? Nel cervello vi frulla ogni giorno era meglio quando si stava peggio, quando tutto era in mano allo Stato?
Lasciate perdere. Se lo Stato non avesse venduto (e male), senza le liberalizzazioni (seppur fasulle), staremmo peggio.
A ricordarcelo e' Poste Italiane.
A toccarlo con mano in questi giorni sono quei cittadini e aziende che necessitano di una casella postale, dove ricevere la corrispondenza. Dal primo gennaio i costi, che prima variavano da 35 a 50 euro, sono passati da un minimo di 100, per caselle piu' piccole, a 200 euro per quelle piu' grandi. Prezzi praticamente triplicati per un servizio gestito in sostanziale monopolio.
Si dira', ma e' un servizio di nicchia.
Poste italiane che di recente ha incassato una eccellente  'recensione' alla propria gestione dalla Corte dei conti, non e' piu' il carrozzone di una volta. Macina utili ed e' diventata banca, finanziaria e assicurazione. Utili si', ma con tante pecche: il servizio di consegna corrispondenza e' sempre piu' ridotto, con zone servite 'quando capita' e i giorni di consegna ridotti da 6 a 5 a settimana. In compenso la grande macchina che ha il suo punto di forza nella capillare distribuzione di punti vendita (di servizi in monopolio o di prodotti come raccolte di cd), piazza ai suoi  clienti piu' affezionati (i pensionati) polizze vita complicatissime, che neppure uno studente di economia e finanza decifra. I soggetti che hanno subito perdite da questo inganno sono decine e decine di migliaia, non proprio una nicchia.
  In definitiva, cosa sono Poste italiane: una societa' pubblica che ha conquistato una sua efficienza, alla stessa stregua di come molti Comuni hanno reso efficientissima la macchina delle multe e della loro riscossione (con mezzi a volte non leciti), pur rimanendo irrisolto il problema del traffico. 
E se volete altri esempi di come le societa' pubbliche odierne non siano meglio di quelle (truffaldine) private, ognuno pensi alle proprie municipalizzate, quelle che ci forniscono in monopolio servizi essenziali. Quelle aziende che raccolgono (o no) i rifiuti, quelle che ci forniscono acqua o energia o trasporti. Spesso vessano i cittadini, di frequente sono i giocattoli in mano alla politica locale, cosi' come le Poste in mano al ministero dell'Economia.
Aziende che rubano soldi ai vecchietti. E che ci mettono in gabbia.
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