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Popolare Vicenza e Veneto Banca: arrivano le solite 'conciliazioni'. Meglio l'Acf Consob
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Articolo di Anna D'Antuono
15 ottobre 2016 12:29
 
 Dalla Banca Popolare di Vicenza sono pervenute le prime indicazioni sul "parziale ristoro" previsto per gli azionisti. Procedura che di sicuro sarà copiata da Veneto Banca e che interessa quindi anche gli azionisti di questa..

E' prevista un’offerta pubblica di transazione pari al 20% della perdita.

La motivazione è che "quello in azioni è, in ogni caso, un investimento a maggiore rischio". Specie, aggiungiamo noi, se a gestire la società vi sono incompetenti, o peggio.

Quest'offerta costituisce nella sostanza i tipici "tavoli di conciliazione" dove -almeno a parole- viene valutato ogni singolo caso. E' stato invece deciso per un'offerta uguale per tutti.

La proposta sarà illustrata alle associazioni di azionisti e di consumatori. Quasi superfluo aggiungere che Aduc, che comunque non parteciperebbe ad alcun "tavolo di conciliazione" con la banca, nemmeno perde tempo a rispondere negativamente.

Sarà quindi promulgato un documento di offerta contenente tutti i dettagli che per ora non sono noti: chi potrà aderire (soggetti istituzionali e clienti professionali saranno di sicuro esclusi), l'importo esatto che spetta (scommettiamo che saranno detratti i dividendi nel tempo incassati dal cliente?), come aderire (ci sarà un apposito modulo di adesione da firmare), i tempi di esecuzione dell'accordo, l'esborso massimo per la banca (nel senso che se le adesioni dovessero superare la cifra massima disponibile, si procederebbe a ridurre a tutti proporzionalmente l'importo fino a quando l'esborso non rientra nel massimo), ecc.

L'offerta che la banca sottopone agli azionisti è molto scarsa, ed è presumibile sarà accettata solo da possessori di piccoli pacchetti di azioni che vogliono togliersi il pensiero, oltre che da qualcuno in serie difficoltà economiche e che ha bisogno a tutti i costi di quella somma.

Una chicca fiscale: l'importo pagato dalla banca sarà assoggettato all'imposta sul capital gain. L'articolo 6, comma 2 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, prevede infatti che i proventi conseguiti in sostituzione dei redditi e le indennità ottenute, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità o morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti.

Il cliente pagherà quindi il 26% dell'importo, trattenuto direttamente dalla banca e/o con compensazione di precedenti minusvalenze.

Le azioni della banca possedute dal cliente, però, non vengono prese in considerazione perché sono ancora lì e quindi non hanno generato alcuna minusvalenza fiscale, che si origina solo nel caso di cessione a titolo oneroso. dei titoli.

Se si aderisce, si rinuncia a qualsiasi altra pretesa nei confronti della banca.

Chi non aderirà all'offerta potrà procedere per vedersi riconoscere il risarcimento del danno. Rimandiamo a questo nostro articolo per i dettagli.

Come agire in concreto? Domani, 15 ottobre, sarà istituita la segreteria tecnica dell'Arbitro per le Controversie Finanziarie. Oramai, manca solo la nomina del Collegio ed è tutto pronto per l'avvio dell'Acf, previsto per gennaio.

Se il ricorso presso la Consob dovesse andare male, sarà sempre possibile intentare causa.

Ricordiamo che l'Acf è competente fino a 500mila euro per ciascun soggetto, quindi chi lamentasse danni di importo superiore farà bene a questo punto ad avviare il tentativo obbligatorio di mediazione con la banca, in modo da guadagnare tempo. Le due banche non si stanno presentando alle mediazioni, quindi ci si toglie il pensiero in un mese al solo costo della spesa fissa di avvio procedura.

Aduc sta seguendo da tempo un forte numero di azionisti. Chi fosse interessato all'assistenza, o anche solo a ricevere maggiori informazioni, può contattare Aduc sul canale Investire Informati del sito web oppure nelle seguenti sedi:
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