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Sovraindebitamento. La legge 'salva-suicidi' è stata soffocata sul nascere
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Comunicato di Giuseppe D'Orta
12 maggio 2016 13:01
 
 Ora che se ne sta diffondendo l'adozione, i cittadini scoprono che quella prevista dalla Legge 3/2012 non è una procedura a portata di tutte le tasche. Esattamente l'opposto di ciò che dovrebbe essere. Urge porvi rimedio. Ci stanno infatti pervenendo domande del seguente tenore:
Un mio conoscente ha deciso di avvalersi della legge “salva-suicidi” 3/2012, ma approfondendo assieme agli esperti incaricati ha scoperto con enorme stupore ed amarezza che il costo da sopportare è di svariate migliaia di euro. Nello specifico, si parla di 5.000 euro per un debito complessivo di 65.000. Importo nemmeno facilmente rateizzabile. Possibile? Ma che razza di aiuto è questo ai sovra-indebitati?
Stiamo nel complesso verificando un'eccessiva onerosità della procedura, assieme ad un comportamento a volte poco limpido degli OCC, Organismi di Composizione della Crisi, che sono i soggetti abilitati ad assistere gli interessati. Ad esempio, ci vengono segnalate richieste di danaro a titolo di iscrizione all'OCC, quando non può certo esistere una simile motivazione. Un comportamento illegittimo ed anche poco etico, se si tiene conto che i cittadini che si rinvolgono agli OCC sono spesso in difficoltà tali da non riuscire nemmeno a sostenere le spese minime vitali per sé e la propria famiglia.
Venendo alla procedura, non si comprende come mai il cittadino sia pressoché costretto a rivolgersi ad un professionista per impostare l'istanza, per poi vedersela valutare da un ulteriore professionista nominato dal Giudice. Una duplicazione di costi che andrebbe evitata.
E' vero che l'istanza di accesso alla procedura può essere presentata anche in proprio, ma non appare opportuno lasciare prive di assistenza le persone, col rischio di vedere respingere la domanda o comunque concludere l'iter con un esito peggiore a ciò che sarebbe possibile.
Una soluzione potrebbe essere quella che vede il professionista che assiste il debitore fungere anche da professionista incaricato, assumendosi tutte le responsabilità, in modo che se vi fossero opposizioni da parte dei creditori ed un Consulente Tecnico di Ufficio (qui si che servirebbe) accertasse che il professionista ha fatto il furbo, questi sarebbe ritenuto responsabile e dovrebbe pagare tutte le spese della procedura e, se del caso, anche la sanzione per lite temeraria.
Se il professionista lavorasse in maniera corretta, invece, la spesa per la procedura a carico del debitore sarebbe abbattuta in maniera notevole. E non sarebbe affatto male prevedere per legge che debba su richiesta del debitore, essere rateizzata.
Inoltre, occorre rivedere i costi. Stiamo notando che i professionisti che lavorano ai casi di sovraindebitamento chiedono di essere pagati a “prezzi di mercato”. Intenzioni legittime, ma a nostro modo di vedere occorre tenere conto della situazione specifica di sovraindebitamento dei soggetti.
Infine, una nota sul patrocinio a spese dello Stato, le cui condizioni di accesso sono tali da tagliare fuori la gran parte degli interessati: il reddito dell'intero nucleo familiare del richiedente, infatti, non deve essere superiore all'imponibile lordo di 11.528,41 euro. Anche sotto questo aspetto c'è da lavorare, per chi davvero vuole dare un mano ai soggetti in difficoltà finanziarie. 
 
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