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Le illusioni del trading on-line
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Editoriale di Alessandro Pedone
7 settembre 2016 17:59
 
In questo sito, in genere, non parliamo di trading perché ci rivolgiamo ad investitori non esperti cercando di evitare loro le molte (troppe!) trappole che l’industria del risparmio gestito propone costantemente.
Sempre più investitori inesperti, però, sono catturati dalle illusioni del trading on-line. L’industria finanziaria ha sviluppato prodotti e servizi finalizzati a prosciugare soldi attraverso il trading anche a persone che fino a pochi anni fa non si sarebbero mai sognati di farlo.
Una quindicina di anni fa lo strumento principale per fare trading erano le azioni.
E le persone si facevano già molto male con quelle...  
Col tempo sono nati strumenti derivati pensati per il “popolo” dei day-trader come i covered warrant. Questi strumenti, in sostanza, riprendevano quelli utilizzati dagli operatori professionali (opzioni) aggiungendo costi, strutturandoli in modo più “appetibile” per il piccolo investitore e facendo molta pubblicità acchiappa-citrulli.
Le cose si sono evolute ancora ed oggi regnano le “opzioni binarie” e le piattaforme per il trading sul forex. Le opzioni binarie ricordano, in sostanza, le scommesse sugli eventi sportivi. Hanno avuto il grande demerito di aprire il trading ad un consistente target di persone completamente digiuni di nozioni finanziarie.  Le opzioni binarie sono un gioco iniquo nel quale guadagna sempre il banco esattamente come lo sono le scommesse sportive.
Per chi non lo sapesse, le opzioni binarie sono strumenti scambiati su mercati non regolamentati che consentono di scommettere sull’andamento futuro di un titolo (o indice) a brevi o brevissime scadenze (talvolta pochi secondi). Se il titolo va nella direzione della scommessa ottengo un certo guadagno, altrimenti ho una certa perdita. Facciamo un esempio: investo 100 euro su un certo titolo “al rialzo” con un’opzione binaria che scade in 5 minuti. Nel caso in cui, dopo i 5 minuti, il prezzo sia più alto lo scommettitore (non si può parlare d’investitore) guadagna una cifra inferiore ai 100 euro, nel caso in cui il titolo scende, lo scommettitore perde i 100 euro. La differenza fra l’importo in caso di vincita e l’importo in caso di perdita (che può essere il 15/20%) è il guadagno di chi gestisce “il banco”.  Questo strumento è facilmente comprensibile da chiunque e crea una sorta di “dipendenza da gioco”. Bisogna comprendere che i movimenti nell’arco di pochi minuti di un titolo sono sostanzialmente imprevedibili.
In pratica, le probabilità di “azzeccare” la scommessa sono del 50%. Ma se quando si “vince” si vince di meno di quando “si perde” è evidente che più si “gioca” e più si perde soldi.
Un’altra diavoleria che è stata inventata recentemente è il “social trading” o il “copy trading”. In sostanza una persona che vuole “diventare ricco” con il trading on-line ma non sa assolutamente niente va a spulciare fra la storia di trading di altri trader e decide di copiare ciò che fanno loro. Ogni volta che il trader copiato fa un’operazione, la piattaforma esegue la stessa operazione sul proprio conto (eventualmente riproporzionando la quantità). Ovviamente non c'è garanzia che lo strumento sia acquistato/venduto al prezzo a cui lo ha fatto il guro, anzi, solitamente si acquista il titolo ad un prezzo più alto e si vende ad un prezzo più basso.
Se una persona “normale” ragionasse con un po’ di buonsenso non farebbe mai cose così sciocche, ma anche persone molto intelligenti incappano in queste trappole. Perché?
Purtroppo è molto facile credere in cose che ci fanno molto piacere.
Chi sceglie il trading on-line, di fatto, sperimenta l’illusione di poter vivere senza un “vero lavoro”, semplicemente dedicando un po’ di tempo a “giocare in borsa”. Scattano nella mente una serie di pensieri molto gratificanti e le barriere di razionalità si sgretolano. E’ molto piacevole coltivare l’illusione di poter avere un reddito senza dover subire tutti gli inconvenienti legati al proprio lavoro (per chi ha la fortuna di averlo) o senza dover vivere tutte le frustrazioni legate al non trovare un lavoro adatto alle proprie caratteristiche.
Mano a mano che s’inizia a coltivare questo sogno, si leggono le varie informazioni messe su internet da tutta una serie di personaggi che vivono sulla pelle di queste persone (con corsi, libri, ecc. tra cui si salvano in pochissimi) le quali ci rafforzano l’idea che il sogno sia possibile.
Nella realtà, le persone che guadagnano facendo trading on-line sono una percentuale assolutamente trascurabile. L’economista Terrance Odean ha pubblicato diversi paper di analisi dell’operatività dei Day Trader. Circa l’1% ottiene rendimenti superiori al mercato al netto dei costi.
Vivere di trading è una bella illusione così come diventare un calciatore professionista, un attore strapagato o un cantante famoso. Esistono persone che vivono di trading, ma sono mosche bianche, casi fortunati.
Non è saggio convincersi di essere nell’1% perché presto o tardi la realtà si prenderà la briga di ricordarci che il 99% è una percentuale che non ci dà alcuna speranza .
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