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11 dicembre 2023 9:17 - Alessandro Pedone
@federico3781
Prima di tutto grazie della domanda!
Il tema dell'ESG è veramente molto importante e ci sarebbe da scriverne molto più di un articolo (che in futuro sicuramente farò).
Semplificando moltissimo si può distinguere due approcci al problema:
- l'approccio che esclude
- l'approccio proattivo.

Se l'obiettivo che si desidera è NON investire in aziende che investono in certi settori, se tali aziende sono quelle classiche investire in ETF con il filtro ESG risponde al problema in modo almeno grossolano.
Se invece l'idea è di investire SOLO in aziende che abbiano un certo approccio ai temi della sostenibilità ambientale e sociale, allora qui il problema è molto grosso e questo costituisce di fatto un lavoro ancora più grande rispetto a quello di analizzare le aziende al fine di trovare quelle che aumenteranno di valore in futuro.
Questa seconda parte, se si desidera farla, va fatta con l'aiuto di professionisti e aziende specializzate.
Esistono alcune SGR, come Etica SGR, che fanno questo. Come tutte le cose, hanno vantaggi e svantaggi. So, anche per esperienza diretta, che le intenzioni dei fondatori sono sicuramente buone. La gestione del denaro per una massa di persone, però, implica necessariamente dei compromessi che possono andare bene per molte persone, ma possono creare anche dei grandi limiti.
Un investitore che si pone questo genere di preoccupazioni è necessariamente evoluto e deve investire prima ancora che il suo denaro, molto tempo per comprendere tutta una serie di questioni legate a questo aspetto se non vuole "raccontarsela".
Per semplificare al massimo, un ETF con il filtro di sostenibilità può essere un primo step, molto semplice.
Se invece si vuole affrontare seriamente il problema, si deve investire molto, molto tempo.
Molto di più di quello che serve semplicemente per investire in modo da massimizzare il rendimento in base ai propri obiettivi di vita.
7 dicembre 2023 18:23 - federico3781
Egr. Dott. Pedone, leggo sempre i suoi articoli con interesse. Verso la fine lei scrive: "La parte del portafoglio destinata agli investimenti a lungo termine, idealmente, potrebbe essere composta da un singolo ETF diversificato su migliaia di titoli azionari e obbligazionari. Questo rappresenta già un portafoglio eccellente". È un consiglio che si sente ripetere spesso, rivolto all'investitore poco esperto, ma comporta uno svantaggio a cui nessuno sembra mai prestare importanza. Ovvero, acquistando una quota di un simile ETF, di fatto sto investendo in un pezzetto (anche se molto piccolo) di ognuna di quelle migliaia di società quotate di cui si compone quel portafoglio, quindi non ho alcuna possibilità di selezionarne alcune e scartarne altre. Questo, per la maggior parte dei risparmiatori, potrebbe non rappresentare un problema. Tuttavia, per un investitore consapevole, scegliere quali aziende finanziare o meno comporta aspetti etici che vanno oltre la redditività dell'investimento, esattamente come, in veste di consumatore critico, si può scegliere di non acquistare prodotti o servizi offerti da aziende che non si ritengono in linea con i propri valori e principi. Si potrebbero citare vari esempi, da società petrolifere o dell'industria del carbone (dal punto di vista di chi è particolarmente sensibile alle questioni ambientali), a società che operano nel campo della difesa e degli armamenti, ad aziende che delocalizzano la produzione in paesi in cui non vengono rispettati i diritti dei lavoratori, ecc. Un ETF così diversificato sarebbe un calderone unico in cui finisce di tutto, senza possibilità di controllo e selezione.
Negli ultimi anni, per venire incontro a questa accresciuta sensibilità da parte degli investitori, sono comparsi prodotti finanziari che si fregiano del marchio ESG, ma c'è da chiedersi innazitutto quanto sia affidabile questa classificazione, con il rischio di greenwashing e quant'altro. Si possono verificare poi situazioni paradossali, per esempio nel caso di grandi società petrolifere che hanno anche programmi di ricerca sulle fonti alternative, tramite i quali riuscirebbero a rientrare nei parametri, col rischio di trovarsele anche in un ETF che, formalmente, adotta criteri di selezione ESG.
Per cui la domanda di fondo è: come può un investitore consapevole diversificare abbastanza, senza rischiare di finanziare involontariamente delle aziende con cui, per motivi personali, non vuole avere a che fare?
7 dicembre 2023 16:33 - Alessandro Pedone
@emworr

Ci sono molti diversi libri di testo per investitori principianti ma nessuno di mia conoscenza ha tutti gli argomenti elencati.
Mi sento di consigliare i corsi on-line di Lorenzo Ippoliti per investitori base.
E' possibile che nel 2024 daremo anche noi un servizio base per investitori indipendenti nel quale pubblicheremo dei video corsi.
Al momento, può anche utilizzare l'intelligenza artificiale specialistica denominata Kappa (www.k-finance.it) che è gratuita ed in beta e può semplicemente chiedere al chatbot le informazioni che non le sono chiare.
Riporto un esempio di conversazione con Kappa.

Domanda:
Mi puoi spiegare i principali concetti da sapere sulla curva dei tassi? Sono in investitore principiante e mi voglio informare meglio.
Risposta:
La curva dei tassi di interesse, spesso chiamata curva dei rendimenti, è un grafico che mostra i rendimenti (o interessi) di obbligazioni con lo stesso rischio di credito ma con diverse scadenze a una data precisa. Questa curva è un importante strumento di analisi per gli investitori e gli economisti poiché fornisce indicazioni sulle aspettative future dei tassi di interesse e sull'andamento dell'economia.
Ecco alcuni concetti chiave relativi alla curva dei tassi:
Forma della curva: La curva dei tassi può assumere diverse forme:
Positiva (normale): I rendimenti aumentano con l'allungarsi della scadenza, indicando aspettative di crescita economica e di inflazione.
Piatta: I rendimenti sono simili a prescindere dalla scadenza, il che può indicare incertezza riguardo all'andamento futuro dell'economia.
Invertita: I rendimenti a breve termine sono più alti di quelli a lungo termine, situazione che storicamente è stata associata a previsioni di rallentamento economico o recessione.
Flattening e Steepening:
Flattening: Si verifica quando la differenza tra i rendimenti a breve e a lungo termine diminuisce. Questo può accadere quando i tassi a breve termine aumentano più velocemente di quelli a lungo termine o quando i tassi a lungo termine diminuiscono più velocemente di quelli a breve termine.
Steepening: Il contrario del flattening, si verifica quando la differenza tra i rendimenti a breve e a lungo termine aumenta.
Inversione della curva: Si verifica quando i rendimenti a breve termine sono più alti di quelli a lungo termine. Questo fenomeno è considerato da molti come un anticipatore di recessione economica.
Relazione con la politica monetaria: I tassi di interesse a breve termine sono influenzati dalle decisioni delle banche centrali (ad esempio, la Banca Centrale Europea), mentre i tassi a lungo termine sono più influenzati dalle aspettative di inflazione e crescita economica.
Rendimento nominale e reale: Il rendimento nominale è il tasso di interesse indicato sul titolo, mentre il rendimento reale tiene conto dell'inflazione. È importante considerare entrambi quando si analizza la curva dei tassi.
Impatto della valuta: La valuta in cui sono denominati i titoli di debito può influenzare la curva dei tassi, soprattutto in un contesto internazionale dove le aspettative di inflazione e i tassi di interesse variano da un paese all'altro.
Per ulteriori approfondimenti su come la curva dei rendimenti possa anticipare una recessione, puoi visitare il seguente URL: Curva dei rendimenti e recessione.
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Può chiedere a Kappa tutto quello che vuole e poi chiedere ulteriori approfondimenti.
7 dicembre 2023 11:46 - emworr
Articolo come sempre ordinato e ben strutturato.
Esistono a sua conoscenza dei testi facilmente reperibili dove vengono illustrati chiaramente gli argomenti elencati nella prima parte dell'articolo?
Cioe'
- Conoscenza delle diverse tipologie di rendimento: semplice, composto, nominale e reale.
- Differenziazione tra le principali categorie di strumenti finanziari: obbligazioni, azioni, derivati.
- Distinzione tra strumenti finanziari e prodotti finanziari.
- Comprendere il funzionamento base dei principali prodotti finanziari.
- Differenza tra prodotti finanziari e servizi finanziari.
- Comprensione dei costi associati ai prodotti e servizi di investimento.
- Nozioni pratiche sulla negoziazione di titoli sui mercati finanziari: tipologie di ordine, il book, i diversi mercati di negoziazione.
- Distinzione tra gestione attiva e gestione passiva o indicizzata.
- Relazione inversa tra tassi di interesse e prezzi delle obbligazioni.
- Nozioni sul rischio di credito e i rating.
- Comprendere la curva dei tassi di interesse.
- Differenze tra obbligazioni a tasso fisso, variabile e indicizzato all'inflazione.
- Nozioni sull'impatto della valuta negli investimenti finanziari.
- Comprendere l'investimento in azioni.
- Come diversificare i portafogli finanziari.
- Nozioni sulla scelta degli ETF.
- Realistiche aspettative sui rendimenti e le fluttuazioni di azioni e obbligazioni.
- Nozioni sulle principali tecniche di ribilanciamento del portafoglio.
- Nozioni sulla teoria dei mercati finanziari.
7 dicembre 2023 9:05 - Alessandro Pedone
@Cum grano salis
Grazie per il feedback.
La metafora tennistica è ottima e c'è anche un autore, Charlie Ellis, che ne ha fatto un bel libro per investitori dal titolo "Winning the Loser’s Game".
L’ispirazione per il suo lavoro è venuta da un testo di Simon Ramo, “Extraordinary Tennis for the Ordinary Tennis Player“.
Ramo, un imprenditore e ingegnere americano, ha testato la sua teoria del “gioco del perdente” nel tennis in un modo tanto semplice quanto geniale: invece di contare i punti nel modo tradizionale, ha contato i punti vinti rispetto a quelli persi. Ha scoperto che nel tennis professionistico, l’80% dei punti è vinto grazie a colpi eseguiti magistralmente; nel tennis amatoriale, l’80% dei punti è perso a causa di errori non forzati. I giocatori professionisti giocano un “gioco del vincitore”, mentre gli amatori giocano un “gioco del perdente”.
La conclusione di Ramo è stata chiara: per vincere nel tennis amatoriale, basta evitare gli errori. È sufficiente essere prudenti, mantenere la palla in gioco e lasciare che l’avversario si sconfigga da solo.
Il mondo degli investimenti è simile al tennis amatoriale. Anche qui si gioca un “Loser’s Game”, un gioco in cui si compete contro il gioco stesso (in questo caso, i mercati), e si progredisce più evitando gli errori che grazie a una particolare abilità.

Per quanto riguarda la domanda sulla parte "aspirazionale" degli investimenti... sì. In astratto un ETF Life Strategy può essere tutto quello di cui si ha bisogno. Se non si desidera fare un portafoglio diverso, si deve avere una buona ragione, ovvero ci si deve dare una strategie e motivarla.
Ma ne parlerò nei prossimi articoli della serie.
6 dicembre 2023 12:20 - Cum grano salis
Grazie per le perle di saggezza finanziaria dispensate. Ramo docet con la metafora tennistica: lo 80% dei punti è perso a causa di errori non forzati. Anticipando la prossima “puntata”, mi chiedevo se per la quota parte di investimento a lungo termine diversificata si possa considerare semplicemente uno strumento come ETF Vanguard LifeStrategy a cui delegare di fatto l’onere dell’attività di ribilanciamento. Grazie ancora.
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