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Vecchi libretti, buoni e titoli con Agitalia
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Lettera 
24 febbraio 2014 0:00
 
Ho letto che ad una anziana saranno pagati 7.000 euro per un libretto da 50 lire del 1925. Poichè sono in possesso anche io di un libretto antico vorrei sapere come fare.
Mario, da Roma

Risposta:
La domanda ci consente di evidenziare ancora una volta l'assurdo comportamento di Agitalia, purtroppo agevolato dal fatto che gli organi di informazione riportano i loro comunicati senza nemmeno domandarsi se il contenuto sia verosimile. Non è la prima volta, infatti, in cui ci occupiamo della storia dei vecchi libretti, buoni postali, titoli di Stato: http://investire.aduc.it/lettera/ancora+bufala+dei+vecchi+titoli+stato_262542.php
E' davvero impressionante, in negativo, assistere alla recente esplosione di comunicati di Agitalia finiti sui siti dei principali organi di informazione e che parlano di rocamboleschi ritrovamenti di vecchi buoni postali, libretti, titoli di Stato da parte delle più disparate categorie di persone come ultracentenari, perpetue e sacerdoti, mamme di tre gemelli, persone che escono dal coma, nipoti di un deportato ad Auschwitz. Ed abbiamo indicato solo una parte degli incredibili comunicati che stanno apparendo con cadenza quasi quotidiana.
Quale sarà la prossima "notizia" proveniente da Agitalia? Un marziano che, aprendo lo sportello della sonda Voyager 1 che si trova al di fuori del sistema solare, ha ritrovato un buono postale del 1961 da 50 lire dimenticato da un impiegato distratto della Nasa e che rivolgendosi ad Agitalia è venuto a sapere che gli spettano quattro milioni di euro e si appresta quindi a fare causa alle Poste?
Non finisce qui: in alcuni dei casi pubblicizzati, Agitalia afferma di aver raggiunto accordi transattivi col Ministero dell'Economia e le Poste, che avrebbero quindi pagato somme agli interessati. Non ci risulta alcun pagamento del genere, che del resto sarebbe impossibile perché il Ministero e le Poste non devono pagare un bel niente per quei vecchi titoli.
Ancora: nel sito web di Agitalia abbiamo trovato delle informazioni davvero fuori dal mondo, come il presunto obbligo esistente a carico della Banca d'Italia di garantire -e quindi pagare- le obbligazioni delle banche che non esistono più.
A cosa vuole portare questo metodo di pubblicità, che ricalca pari pari il metodo del "famoso" avvocato Giacinto Canzona? Di sicuro, porta molta visibilità e molto probabilmente porta anche all'incasso di un bel po' di quote associative.
Invitiamo quindi ancora una volta a non farsi abbindolare da certe assurde promesse.
 
 
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