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I 'diamanti d'oro' di Intesa Sanpaolo e le altre: cosa fare?
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Articolo di Anna D'Antuono
20 ottobre 2016 11:13
 
  Sta suscitando, giustamente, molto clamore la puntata del programma “Report” andata in onda lunedi sera 17 ottobre.
In particolare, sta provocando molte reazioni la vergognosa attività di vendita di diamanti condotta da Intesa Sanpaolo. Un esempio documentato nella trasmissione vede un diamante del valore di 1.700 euro venduto per 7.016 euro (i 16 euro sono la marca da bollo che ad Intesa Sanpaolo hanno la faccia tosta di addebitare al cliente).
Intesa Sanpaolo non è l'unica banca che vende diamanti in questa maniera. Capostipite è Unicredit ma nel commercio sono attive anche Carige, Banco Popolare ed altre ancora.
Anche questa volta per Aduc non c'è niente di nuovo, come testimoniano le tante risposte pubblicare anche dieci anni fa ed oltre. Eccone alcune. 1  2   3
Abbiamo ricevuto alcune richieste di assistenza da parte di clienti Intesa Sanpaolo, e non solo, che sono stati messi in allarme da “Report”. Ad esempio, un cliente Intesa Sanpaolo di Roma ci segnala il suo diamante comprato a 25.000 euro che ha un valore invece di 9.000.
Cosa fare? Come sempre, la prima cosa è la prevenzione. Occorre capire che in banca, come alle Poste ed altrove, i suggerimenti non sono quasi mai disinteressati. Peggio ancora se si offrono strumenti “innovativi”, “alternativi”, e via di panzana in panzana.
Per coloro i quali sono già incappati in questa triste e squallida vicenda, non tutto è perduto.
Sebbene i diamanti non siano prodotti finanziari e non sono quindi soggetti alle norme del Testo Unico della Finanza, vi sono non pochi aspetti da poter approfondire.
Le segnalazioni che ci sono giunte fino ad ora, ad esempio, vedono l'acquisto di diamanti effettuato col ricavato del disinvestimento di fondi comuni ecc. posseduti presso la banca. Queste operazioni ricadono in pieno nella normativa su prodotti e strumenti finanziari, specie se si è sotto regime di consulenza.
Inoltre, il disinvestimento dei prodotti prova come ci sia stata la spinta del venditore. Intesa Sanpaolo e le altre banche non possono far passare la storiella secondo cui il cliente abbia preso da solo l'iniziativa.
Ancora, e qui il discorso interesserà di sicuro le Autorità di Vigilanza che Aduc ha allertato con esposti, la sistematica attività di vendita e soprattutto di disinvestimento dei prodotti è sanzionabile dalla Consob.
Anche la Banca d'Italia potrebbe avere qualcosa da ridire: le banche agiscono solo da collocatori dei diamanti ma hanno tutti gli strumenti per accorgersi che stanno vendendo a prezzo anche triplo e quadruplo rispetto a quello di mercato. La loro presunta ignoranza, quindi, non è scusabile.
La stessa Intesa Sanpaolo, del resto, tra le varie panzane sui beni-rifugio, quotazioni stabili, protezione all'inflazione, ecc. parla - di“attività di verifica interna che Intesa Sanpaolo svolge sulla formazione dei prezzi di vendita. Attività che, se emergessero casi di eccessivo scostamento rispetto ai prezzi di Dpi, potrebbe consentire alla banca un intervento”.
Diciamo che ad Intesa Sanpaolo le “verifiche interne” e i conseguenti "interventi" non funzionano propriamente bene.
In certe fattispecie, infine, potrebbe essere ravvisato anche il reato di truffa da parte del funzionario e quindi della banca,
Soprattutto, per chi fosse incappato in queste disavventure con Intesa Sanpaolo o altre banche, la prima cosa che suggeriamo è quella di chiudere immediatamente tutti i rapporti con la banca. 
 
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