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Piani Individuali di Risparmio. Aggiornamenti
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Articolo di Corrado Festa
7 novembre 2017 15:53
 
Corrado Festa (di seguito CF), consulente finanziario indipendente e consulente di Aduc, è intervenuto il 27 ottobre scorso nella trasmissione "I vostri soldi" su Class CNBC TV  a proposito dei "P.I.R.: cosa sono, come valutarli, aggiornamenti pratici" condotto in studio da Claudia Signorile (di seguito CS). Ecco la trascrizione della puntata ed il link per poterla rivedere. 
(CS): Allora, le chiedo subito di ricordare ai nostri telespettatori e telespettatrici che cos'è un P.I.R., quali sono i vantaggi per i risparmiatori.
(CF): Dunque ricordiamo il P.I.R. che cos'è. Il P.I.R. è un contenitore fiscale, è una possibilità data dal Governo italiano di investire godendo di agevolazioni fiscali a determinate condizioni. Quindi sostanzialmente si può non pagare le tasse sui capital gain, sui dividendi o sulla successione a patto di investire su prodotti che investano su titoli che siano per il 70% appartenenti a società italiane o che hanno sede permanente in Italia e di questo 70% un 30% deve essere investito su titoli emessi da società che non appartengono all'indice FTSE MIB. Ricordiamo che l'indice FTSE MIB è l'indice delle 40 aziende più grandi della borsa italiana. Il che vuol dire, su titoli emessi da società di medio-piccole dimensioni. L'altra condizione è che questo investimento va tenuto per un periodo minimo di 5 anni per poter godere del beneficio fiscale.
(CS): Perfetto. Diciamo che come reminder, come si dice in inglese, come una rapida ripetizione. Lo facciamo sempre, come scelta editoriale. Ogni settimana, qui ad Investire con i P.I.R., lo ricordiamo, perché magari c'è qualcuno che giustamente vuole avvicinarsi a questo prodotto soltanto adesso. Ormai il P.I.R. ha ben 10 mesi di vita, ma questo può anche non interessare. C'è però anche una novità, proprio degli ultimi giorni. Allora le chiedo subito Dottor Festa, di commentarcela, di raccontarci qual è la portata. Allora si allargano i P.I.R. anche agli strumenti che investono nel settore immobiliare, le SIIQ. Allora ci spiega bene, in modo semplicissimo qual è dunque l'intenzione del Governo soprattutto, ma anche quali potrebbero essere le ripercussioni sul mercato.
(CF): Dunque inizialmente i titoli delle società del settore immobiliare erano esclusi, quindi questi P.I.R. non potevano contenere titoli emessi da società del settore immobiliare, mentre ora è stata appunto data la possibilità di includere in questo contenitore, nei fondi che ne fanno parte, anche società del settore immobiliare. Qual è la conseguenza? Evidentemente l'obiezione che era stata fatta era che l'obiettivo era di convogliare capitali a favore delle piccole e medie imprese e quindi il settore delle costruzioni è un settore trainante, un settore molto importante per l'economia italiana e quindi l'obiezione era, ma perché vogliamo escludere questo settore? E quindi che cosa ci possiamo attendere? Beh innanzitutto un aspetto positivo è che si allarga l'universo dei titoli investibili e questo è molto importante, visto il flusso di capitali raccolto sul mercato. La raccolta sui P.I.R. è andata oltre ogni aspettativa, oltre i 7 miliardi quindi vuol dire che se si hanno più aziende sulle quali si può investire è positivo. In più l'altro beneficio è dal lato delle aziende o anche società o che operano …
(CS): Ecco la grafica ci sta mostrando un cartello, dove c'è una parola, SIIQ, che cos'è?
(CF): Sì sono le società di investimento nel settore delle costruzioni, quindi le società che possono investire in aziende che operano nel settore immobiliare. Quindi sono veicoli che sono a disposizione del pubblico per investire nel settore immobiliare, però senza investire nella singola società, quindi con determinati benefici per l'investitore privato.
(CS): Benissimo, quindi secondo lei è una scelta giusta. Noi dedicheremo tutta la prossima puntata di "Investire sui P.I.R." de "I Vostri Soldi" con un rappresentante del mondo immobiliare proprio per approfondire. Ancora è una proposta, non abbiamo i dettagli, ovviamente. Lei voleva concludere?
(CF): Beh, lei chiede, è positivo? Sicuramente è positivo come dicevo allargare l'universo dei titoli, quindi la possibilità di scelta dei fondi. Noi stiamo vedendo che c'è una grande raccolta, quindi quale può essere il rischio in questa circostanza? Che ci sia un surriscaldamento, una bolla, un problema proprio di impiegare questi capitali che vengono investiti e quindi coprire anche altri settori che corrispondono alle finalità del Governo a me sembra coerente.
(CS): …. Lei giustamente ha detto, bisogna capire adesso chi sta beneficiando. Sicuramente le società del listino AIM, come del listino STAR hanno sicuramente beneficiato dall'inizio dell'anno di questo nuovo strumento. Abbiamo visto che anche il listino dei titoli immobiliari quando si è diffusa la notizia che c'è questa possibilità di allargamento è subito schizzato verso l'alto. Però io volevo ritornare, come piace a noi, con un focus sui risparmiatori. C'eravamo lasciati qualche mese fa, Dottor Festa, quando aveva partecipato alla nostra trasmissione, con un focus sui costi. Sono in tanti che puntano il dito sulle commissioni un po’ troppo alte sui P.I.R.. Bene, adesso che abbiamo anche più strumenti, perché nelle ultime settimane si sono aggiunte anche altre società di investimento, che cosa ci può dire sul fronte dei costi sui P.I.R.?
(CF): L'osservazione è giusta, che i costi sono un fattore essenziale, perché il P.I.R. perché ha un grande successo? Evidentemente perché la possibilità di risparmiare da un punto di vista fiscale attrae. Quindi è evidente che se io scelgo questo prodotto per avere un risparmio, dall'altro lato devo stare attento che i costi del prodotto non mi si mangino il risparmio fiscale che ho ottenuto. Quindi l'obiezione e l'osservazione sono assolutamente valide e quindi, cosa sta accadendo? C'è una grande varietà, ci sono prodotti … diciamo prima una cosa, la gran parte della raccolta avviene attraverso fondi di investimento di tipo attivo, quindi fondi di investimento classici, che possono essere con un contenuto azionario più o meno elevato.
(CS): Quindi fondi già esistenti sui quali hanno messo il bollino "P.I.R. compliant" …
(CF): Beh sì, sono prodotti che magari investivano sulla borsa italiana e si è fatto in modo che siano coerenti, che soddisfino i requisiti dei P.I.R. e quindi adesso sono adeguati ai P.I.R.. Detto questo, rimangono comunque investimenti sulla borsa italiana ed eventualmente su titoli obbligazionari italiani quindi è chiaro che bisogna andare a vedere prima di tutto quali sono le commissioni di gestione che si pagano su questi prodotti e fare molta attenzione ai costi, perché troviamo prodotti che hanno costi annui che sono inferiori all'1%, ci sono prodotti che vanno oltre il 2%. Ogni risparmiatore che è chiamato a prendere una decisione di questo tipo è bene che faccia molta attenzione e si chieda …
(CS): Bene, che consigli può dare? Bisogna leggere i Prospetti Informativi, magari con MIFID 2 dal prossimo anno ci auguriamo che sia tutto un po’ più chiaro relativamente ai costi
(CF): Al momento, sì assolutamente, fare domande, leggere la documentazione, la prima e più semplice è il c.d. KIID, le Informazioni Chiave per l'Investitore, tra le quali, al Paragrafo "Spese" si trovano i costi, che sono costi di sottoscrizione, costi di gestione e la famosa commissione di performance. Questi sono tutti specificati in questo documento, che deve obbligatoriamente essere consegnato all'atto della sottoscrizione, quindi in fase di offerta, quindi si può ottenere assolutamente prima di firmare il contratto e qui il risparmiatore può trovare le informazioni sui costi.
(CS): Partiamo ora dalla domanda del Signor Stefano da Firenze: posso costruirmi un P.I.R. da solo, sul mio dossier amministrato. Se la mia banca non lo consente, a chi posso rivolgermi?
(CF): Sì, può farlo, con due avvertenze. La prima, evidentemente lei deve essere in grado di scegliere i titoli personalmente e quindi fare una scelta sia relativamente alla bontà del titolo che va a comprare sia al fatto che lei con i titoli che compra soddisfa i requisiti dei P.I.R. e mantiene questo requisito nel tempo. Il secondo aspetto, al momento non facile da soddisfare, è che lei ha bisogno non di un semplice dossier titoli, ma di un dossier titoli adeguato ai P.I.R., P.I.R. compliant e questo attualmente non viene offerto da molte banche. Ce ne sono ben poche, io ne conosco almeno un paio, ma non sono molte, quindi ci sono, però bisogna cercare. Il più delle volte vi sentirete dire che non avete la possibilità di aprire questo dossier e quindi non potete fare quello che l'ascoltatore ha chiesto, quindi non potete comprarvi i titoli da soli e realizzarvi il P.I.R. da soli.
(CS): Andiamo dal Signor Giuseppe. Fa una domanda molto chiara: i P.I.R. distribuiscono dividendi?
(CF): Il P.I.R. è un contenitore, il P.I.R. può contenere diversi prodotti e distribuirà dividendi se i prodotti che costituiscono il P.I.R. distribuiscono dividendi o cedole. Faccio un esempio, se nel P.I.R. ci sono titoli di stato, i titoli di stato distribuiscono la cedola, io la ricevo. Se nel P.I.R. c'è un fondo di investimento ed il fondo è a distribuzione, riceverò i dividendi, se è ad accumulazione non riceverò i dividendi. Quindi il P.I.R. come tale è neutro. Il P.I.R. è un contenitore, dipende dai prodotti che lo costituiscono.
(CS): Risposta chiarissima e precisa da parte del nostro ospite. Andiamo avanti, Raffaele, sono previsti limiti di età per sottoscrivere un P.I.R.?
(CF): No, non ce ne sono in alto, come età massima; c'erano dubbi relativamente ai minorenni, ma è stato chiarito che si possono anche aprire dei P.I.R. in favore dei minorenni, rispettando sempre il requisito di un P.I.R. al massimo per persona fisica. Quindi la risposta è no, non ci sono limiti di età.
(CS): Chiarissimo, andiamo al Signor Sandro. È vero che ci sono anche delle assicurazioni sotto forma di P.I.R. e come funzionano? Domanda interessante
(CF): Sì, adesso sono entrati nel settore anche diversi prodotti assicurativi ed il caso più tipico può essere quello di una polizza unit linked. Consideriamo che anche in questo caso i prodotti che costituiscono il P.I.R. rimangono quello che sono originariamente, quindi io posso avere ad esempio una polizza unit linked, che vuol dire una polizza con un contenuto prettamente di investimento finanziario, che investirà l'importo versato su diversi fondi. Quindi è una polizza unit linked come qualsiasi altra polizza; il requisito evidentemente è che i titoli che fanno parte di questa gestione devono corrispondere ai requisiti P.I.R., quelli che abbiamo detto prima.
(CS): Ecco, in che modo è un'assicurazione P.I.R.? Altrimenti non si riesce a capire perché potrebbe essere P.I.R. compliant. Quindi essendo un tipo di assicurazione legata a questo indice che deve essere omogeneo con il P.I.R..
(CF): Sì, infatti deve soddisfare il requisito di investire almeno il 70% sull'Italia, quindi ci deve essere un contenuto di investimento, perché altrimenti, se io faccio una polizza di pura copertura Vita, è difficile che io riesco a soddisfare il requisito. Ci deve essere un investimento nei titoli che corrispondono ai requisiti P.I.R.. Però non è necessario che sia una polizza unit linked. Potrebbe essere una polizza multiramo, ce ne sono sul mercato prodotti di questo tipo, dove c'è una gestione separata, in genere con un contenuto minore e poi c'è una polizza unit linked, normalmente per il contenuto preponderante ed insieme costituiscono un prodotto che è P.I.R. compliant.
(CS): Davvero chiara la risposta, andiamo da una telespettatrice finalmente, Gloria, che cosa succede al mio P.I.R. se durante i 5 anni, ricordiamo questo è il vincolo temporale, decido di andare a vivere all'estero. Quest'altra domanda molto tecnica, che cosa succede?
(CF): Sì, anche questo è stato chiarito di recente. Dunque, il P.I.R. decade nel momento in cui ci si trasferisce all'estero, però non si perdono i benefici fiscali maturati fino a quel momento, a patto naturalmente di tenere l'investimento per 5 anni. Faccio un esempio: io compro oggi un P.I.R., tra 3 anni mi trasferisco all'estero, quindi dal punto di vista fiscale quello che ho maturato fino a quel momento rimane, a patto che io mantenga il P.I.R. per altri 2 anni, quindi giunga a soddisfare il requisito dei 5 anni. Mentre negli ultimi 2 anni, in cui ho ancora il prodotto ma vivo all'estero non ho più il beneficio fiscale.
(CS): Chiarissimo. Andiamo dal Signor Salvatore, perché chiedeva proprio una cosa sui costi. Ci tenevo molto, poi però poi non abbiamo avuto tempo …. Come faccio a capire se un P.I.R. è troppo caro? Cosa devo guardare? Ecco, questa mi sembra un'altra domanda importante
(CF): Vediamo di dare qualche indicazione semplice, pratica. Allora innanzitutto abbiamo detto, devo guardare i costi. I costi principali sono di 3 tipi, parlando di fondi di investimento che è l'ipotesi base: i costi di sottoscrizione, i costi di gestione e le commissioni di performance. Allora lei cominci a dire che le commissioni di sottoscrizione non dovrebbe pagarle, è ampiamente raccomandato da tutti e quindi anche se poi le offrono di non fargliele pagare, come un piacere, come una negoziazione, non dovrebbe neanche considerarle una grande concessione che le viene fatta. Quindi commissioni di sottoscrizione da evitare.
(CS): In sintesi Dottor Festa, perché purtroppo il tempo si sta esaurendo. Concluda pure il ragionamento.
Commissioni di sottoscrizione da evitare. Commissioni di gestione che siano nell'ordine della media di mercato, nell'ordine dell'1,2% - 1,3%, di questo tipo, quindi se vedo commissioni più elevate, nettamente più elevate, devo cominciare a chiedere come si giustificano. Magari posso pensare che il prodotto le valga, però devo avere delle motivazioni per cui valga la pena pagarle. Il terzo punto sono le commissioni di performance. Anche queste si trovano nel KIID, Informazioni Chiave per l'Investitore. Le commissioni di performance sono molto difficili da valutare per l'investitore, comunque sono un aggravio di costo ed esistono prodotti che non le applicano. Quindi se non ci sono meglio
 
Il link per rivedere la puntata: PIR novità ed aggiornamenti
 
 
 
 
 
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