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Governo. Savona e l'uscita dall'euro: guadagnano i ricchi
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Comunicato di Primo Mastrantoni
4 giugno 2018 11:22
 
 Torniamo sull'argomento euro, perché, pochi giorni fa, i parlamentari europei di Lega e M5s hanno presentato una proposta che istituiva un fondo di sostegno per quei Paesi che intendano uscire dall'euro: la proposta è stata bocciata a stragrande maggioranza. Nel frattempo, la Lega cancellava la scritta "No euro", dal muro della propria sede e il M5S proclamava la fedeltà all'euro. 
Insomma, Giano bifronte ha nulla da invidiare a Salvini e Di Maio. Da ricordare.

Sempre sul tema dell'euro, interveniamo di nuovo in merito al libretto "Guida pratica all'uscita dall'euro", coautore l'attuale neoministro agli Affari Europei, Paolo Savona,  esponente di quell'establishment tanto avversato da Salvini e Di Maio. Da ricordare.

 Savona prevede l'uscita dall'euro nel giorno di venerdì, a mercati chiusi, con il blocco delle operazioni bancarie, il che significa bancomat chiusi, la riconversione dei depositi bancari da euro in lire in rapporto di 1 a 1, ma con una successiva svalutazione media del 20% e una perdita del potere di acquisto dei salari.
Dunque, l'uscita dall'euro e il passaggio alla lira, deve avvenire di notte, all'insaputa dei risparmiatori, mettendo le mani nelle loro tasche. Da ricordare.

Una domanda sorge spontanea: cosa succede ai capitali depositati in banche estere, magari nel Lussemburgo o nel Liechtenstein? Rimarrebbero, ovviamente, denominati in euro e non subirebbero la conversione in lire e successiva svalutazione. Chi ha, però, capitali all'estero non è il semplice risparmiatore ma il benestante risparmiatore, cioè il ricco cittadino. 

Insomma, il passaggio notturno euro-lira reca danno al cittadino che ha risparmi in Italia, ma arricchisce il cittadino che ha capitali all'estero. Arricchire i ricchi, impoverire i poveri, è lo slogan. Eppure, Savona era il candidato della Lega, e del M5S, al ministero dell'Economia, sostenuto con tanta determinazione da rischiare una crisi istituzionale. Da ricordare.
 
 
 
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