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Risparmi. Gestirli e non farsi gestire
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Comunicato di Vincenzo Donvito
4 giugno 2018 15:03
 
  “Pronto, é Aduc? Vorrei chiedere un consiglio. Purtroppo mi son fatta fregare da un “trader online” con sede alle isole Marshall. L’ho conosciuto in Internet. Gli ho dato un sacco di soldi, ché mi aveva garantito dei rendimenti alti. Ma poi é sparito. Vi ho gia’ scritto per chiedervi un consiglio su cosa fare, e mi avete detto di metterci una pietra sopra, ché si tratta di delinquenti non autorizzati ad operare in Italia e, visto che sono in quelle isolette del Pacifico, per vari motivi fargli causa sarebbe solo perdere ulteriori soldi”. “Bene signora, ad aver seguito il nostro consiglio, ma per quale motivo ci chiama?”. “Mi e’ arrivata una mail da uno studio di avvocati, questa volta però con sede in Usa, che mi ha detto di essere al corrente di quanto mi é accaduto, e si sono proposti a rappresentarmi per farmi recuperare questi soldi”. “Mmmmh, signora, lasci stare. Il fatto stesso che abbiano il suo indirizzo mail… chi gliel’ho può aver dato se non il truffatore delle isole del Pacifico?”. “No, no, mi ascolti, dice che loro operano con la mediazione del WTO, il World Trade Organization, e che é sicuro che ce la fanno a recuperare il tutto.”. “Suvvia, signora, che c’entra il WTO, un organismo che non si occupa di queste cose… non capisce che é fuffa, con nomi altosonanti per cercare di abbindolarla...”. “Ma mi chiedono solo duemila euro per recuperare i sessanta mila che ci ho perso...”. “Signora, fossero anche cinquemila o cinquecento, é evidente che sono degli avvoltoi che, avuto il suo indirizzo in combutta da chi l’ha già fregata, stando cercando, facendo leva sulla sua presunta debolezza, di fregarla ancora di più.”. “Ma a me sembrano onesti, la mail é scritta bene in italiano, e poi… la mediazione del WTO...”. “Signora, le spiego cos’é il WTO (ndr: segue semplice spiegazione)… non é chiaro quali siano le intenzioni di queste persone?”. “Ma io ci ho rimesso un sacco di soldi, e per duemila euro vorrei provare… e poi, sì, mi ha spiegato il WTO ma se non fanno queste cose, cosa fanno...”. “Signora, glielo ripetiamo (ndr: nuova e piu’ semplice spiegazione del WTO), non le sembra strano?”. “Bah, non saprei...”. “Signora , noi le diamo questo consiglio, se vuole riscriverci le riscriveremmo la stessa cosa, magari, però, scritto é diverso: può leggerselo e rileggerselo… ma la preghiamo non ci caschi, per lei e per tutte le altre future vittime di questi truffatori”. “Non lo so, é uno studio di avvocati, il WTO… provarci, solo duemila euro….”. “Signora, la imploriamo, non lo faccia...”. “Non lo so, grazie. Buonasera”. “Buonasera, ci faccia sapere….”.
Questa e’ una telefonata di quelle che ci arrivano tutti i giorni, certamente un po’ particolare perche’ il WTO non ci era mai capitato. Ma la dose di masochismo e credulità che abbiamo sentito, é ad un livello diffuso. E dire che si tratta di una risparmiatrice che è arrivata ad Aduc, quindi si é un po’ documentata in Rete, avrà letto un po’ di ciò che pubblichiamo sul web (e non solo noi)… invece no. Crediamo che la signora non ci chiamerà piu’, perche’ abbiamo l’impressione che il WTO e l’avvocato americano che difende i deboli (in perfetto cliché da film americano, mancava solo la class action…) avranno avuto il loro effetto. E che, di conseguenza – ce lo auguriamo – si vergognerà molto di esserci cascata per la seconda volta.
Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, ma é difficile. Crediamo perché manchi una cultura di base del risparmio, dell’investimento, della finanza. E quella che oggi c’é, non solo é poca, ma distorta, molto mediatizzata da vari soggetti senza scrupoli che sanno con chi hanno a che fare e ci sguazzano. Con una media di una paio a settimana, vista la nostra attivita’ di consulenza che pubblichiamo online, ci arrivano mail di finte diffide (ma anche quelle vere per pec o raccomandata A/R) a continuare a parlare di pinco e pallo. Studi di avvocati che ci intimano di non menzionare i loro clienti e le pene dell’inferno se continuiamo a mantenere in Rete certi scritti… possiamo capire che talvolta il linguaggio potrebbe essere frainteso in assenza di provvedimenti delle varie autorita’ che confermino l’illegalità di certe attività (e su questo siamo accondiscendenti, ma non remissivi), ma quelli che ci intimano di non parlarne in assoluto…. Perché ai loro presunti clienti fa gioco non tanto che non si parli male di loro in web, ma che non si parli in assoluto di questioni che possano insinuare il minimo dubbio….
Certo, se i loro clienti sono come quella signora di cui sopra al telefono con noi…. Porsi il problema di gestirli e non farsi gestire, non e’ solo una questione di scelta di operatori, consulenti o banche, ma proprio umana. E – ribadiamo – alle questioni umane non é il mercato che può rispondere, ma l’educazione e l’informazione, di e da tutti, incluso lo Stato.
 
 
 
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