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SECONDO L'ISVAP GLI ASSICURATI NON HANNO MAI AVUTO DANNI DA PROBLEMI FINANZIARI. E' VERO, MA L'ISTITUTO SI E' BENDATO GLI OCCHI SU COME SONO CONFEZIONATI E VENDUTI ALCUNI PRODOTTI?
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Comunicato 
24 giugno 2004 0:00
 

Firenze, 24 Giugno 2004. In sede di assemblea annuale dell'Isvap, il presidente Giancarlo Giannini, ha fatto sentire la sua sul possibile accorpamento delle funzioni dell'Istituto alla nuova Autorita' per il Risparmio. A suo dire questo comporterebbe danni agli assicurati e ai danneggiati che non avrebbero mai avuto alcun danno dai problemi finanziari che hanno interessato i risparmiatori. "Il settore assicurativo riguarda un ambito importante che e' quello della protezione dei beni e delle persone. Ma non e' finanza. La Finanza, al contrario, deve garantire negli anni che le promesse e gli impegni assunti vengano rispettati". Per cui il nostro Giannini vorrebbe che nulla cambi nel suo ambito.
Ci chiediamo se l'Isvap si sia bendato gli occhi sui molti prodotti assicurativi "a prevalente contenuto finanziario" e su come vengono venduti la maggior parte delle cosiddette "polizze sulla vita".
Come e' noto, una forma di risparmio tristemente diffusa sono le assicurazioni sulla vita di tipo tradizionale. Questi prodotti sono stati venduti in Italia come investimenti, mentre non lo sono, in quanto sono forme previdenziali, ovvero un modo per trasferire i cosiddetti "rischi demografici" all'assicurazione dietro il pagamento di una certa somma.
Usare le assicurazioni sulla vita per mettere da parte dei soldi e' un grosso errore dal punto di vista finanziario ed in questo modo viene distrutta ogni anno una ingente quantita' di risparmi degli italiani. Sempre nel ramo assicurativo (che, in generale, ricordiamolo sempre, e' piu' costoso e meno trasparente dei gia' costosi fondi comuni d'investimento) si sono diffuse le polizze cosi' dette "unit-linked" o "index-linked". Si tratta, in sostanza, di veri e propri prodotti finanziari "travestiti" da polizze assicurative al solo fine di eludere la stringente normativa a tutela del risparmio.
I moltissimi risparmiatori che hanno subito ingenti perdite con questi prodotti non possono neppure chiedere giustizia in tribunale appellandosi alle norme del Testo Unico della Finanza in materia di "correttezza, diligenza e trasparenza" imposta agli intermediari finanziari.
Si tratta di un vero e proprio "buco normativo" nel Testo Unico della Finanza, espressamente voluto dalle lobby delle compagnie assicurative e che il presidente dell'Isvap sta proteggendo contro gli interessi degli investitori.

Le assicurazioni, se utilizzate con intelligenza, sono molto utili. Purtroppo, in Italia, gli assicuratori che non sono meri venditori sono una rara eccezione. Le stesse compagnie hanno ormai calibrato la loro offerta all'interno di un sistema nel quale la polizza si "rifila" al cliente con pressioni di tipo commerciali. Questo ha sostanzialmente rovinato un settore che invece sarebbe estremamente utile per la tranquillita' economica della famiglia.
Le assicurazioni sulla vita, con la finalita' di mettere da parte dei soldi, sono da evitare. Ma questo, non pochi venditori fanno finta di non saperlo.
Alessandro Pedone, consulente Aduc per la tutela del risparmio
 
 
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