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Banca Popolare di Bari, arrivano le azioni gratuite. Ricorso alla Consob inutile per i risarcimenti
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Articolo di Anna D'Antuono
17 novembre 2020 13:29
 
La Banca Popolare di Bari ha concluso i controlli sulla sussistenza dei requisiti ed assegnerà a partire da domani, 18 novembre, le azioni gratuite a favore dei soci presenti all'assemblea che ha sancito la trasformazione in S.p.A. Azioni, come già detto, il cui valore è praticamente zero.

I titoli saranno assegnati a tutti coloro i quali, in possesso dei requisiti, non abbiano rinunciato all'assegnazione entro lo scorso 4 settembre.
Entro la data del 30 novembre, invece, i soci le cui azioni non siano depositate presso la banca e
che non abbiano ancora provveduto a fornire i dati aggiornati della banca presso cui far accreditare le azioni gratuite, possono farlo mediante l’invio di una pec all’indirizzo segreteriageneralebpb@postacert.cedacri.it
La mancata comunicazione della suddetta informazione nei termini e modalità indicati varrà come definitiva rinuncia all’assegnazione.

Sul versante dei risarcimenti, da cui sono esclusi gli azionisti che hanno aderito all'offerta transattiva, si continuano a registrare vittorie di Pirro davanti all'Arbitro per le Controversie Finanziarie presso la Consob (Acf).
Vittorie di Pirro perché la banca non ottempera alle decisioni del Collegio. Alla luce di questo, chi è intenzionato ad ottenere il risarcimento farà meglio a promuovere direttamente la causa, preceduta dal tentativo obbligatorio di mediazione.
Occorre valutare di caso in caso, ma in generale le condizioni per rivalersi ci sono atteso che le indagini appureranno la non correttezza dei prospetti informativi dei due aumenti di capitale del 2014 e 2015. Inoltre, non poche volte si è assistito a disinvestimenti di titoli e strumenti finanziari appositamente per sottoscrivere le azioni e le obbligazioni subordinate, come anche a profili di investitore modificati apposta per giustificare come adeguata l'operazione. Non sono rari, ancora, casi in cui l'intero portafoglio del cliente è stato investito nei prodotti emessi dall'istituto.
Anche il rispetto della Comunicazione Consob numero 9019104 del 2 marzo 2009 sui titoli illiquidi è avvenuto molto tardi, e solo quando i media iniziavano ad occuparsi dell'impossibilità di vendere le azioni della banca.

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