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Diamanti da investimento: la pronuncia dell'Agcm fa luce sul meccanismo di convincimento attraverso il canale bancario
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Articolo di Marco Solferini
16 novembre 2017 16:56
 
Si allarga lo scandalo dei c.d. diamanti da investimento. Alla luce della pronuncia dell'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (AGCM) il piazzamento dei diamanti presso la Clientela di molteplici Istituti di credito sta assumendo proporzione sempre più inquietanti.

L'Agcom si è dichiaratamente espressa, relativamente alla responsabilità delle Banche coinvolte, precisando che la pratica posta in essere dagli Istituti di credito per quanto concerne le modalità a mezzo delle quali veniva prospettato l'acquisto di diamanti integra la violazione degli articoli 20 e 21, comma 1°, lettere b), c), d) e f), art. 22, nonché art. 23, comma 1°, lettera t) del Codice del Consumo.

Il tutto peraltro è avvenuto attraverso il canale bancario e ha in buona sostanza realizzato una condotta contraria alla diligenza professionale ed idonea a indurre in errore i consumatori relativamente a plurimi elementi.

Tra cui, sicuramente, hanno una rilevanza essenziale:
  1. Il prezzo di questi diamanti e il modo con cui veniva calcolato;
  2. L'andamento di mercato dei diamanti che veniva rappresentato come “ufficiale” dando o meglio trasmettendo la sensazione al Cliente della Banca, anche con l'utilizzo di materiale documentale, che si trattasse di riferimenti a indici simili a quelli di Borsa Valori quindi praticamente tipici dell'andamento di altri beni, spesso richiamati per assimilazione, quali ad es. l'oro.
  3. La vantaggiosità e la redditività dell'acquisto che l'avrebbero reso un prodotto ad hoc per realizzare la diversificazione dei propri risparmi venendo spesso prospettato in comparazione con l'inflazione ed altri investimenti quali i “beni rifugio”;
  4. La certezza del rapido e certo disinvestimento in termini di facile liquidabilità del bene;
  5. Le esatte qualifiche del professionista venditore, cioè la società, la cui eccessiva sponsorizzazione o, addirittura, in alcuni casi esaltazione del ruolo trasmetteva al Cliente la sensazione di avere a che fare con un leader indiscusso di mercato in grado di interagire con estrema facilità su di una segmento fortemente liquido e come tale pronto a rispondere a eventuali necessità proprio di liquidità da parte del Cliente.
Il tutto si è svolto per lungo tempo in un contesto che, stante il contenuto del fascicolo ispettivo di Agcom, si rivelerebbe essere particolarmente capzioso cioè idoneo a trarre in inganno il Cliente laddove lo stesso aveva la sensazione che si trattasse di un investimento sicuro e profittevole.

Un insieme cioè di prassi che nel tempo paiono essersi addirittura affinate per giocare sul convincimento personale del Cliente allo scopo di indurlo a compiere una scelta, indottrinandolo, e mostrandogli una falsficazione della realtà a mezzo di alterazione della stessa, realizzata tramite un vero e proprio mosaico di piccoli ma significativi artifizi che nel nel gioco dell'omissione e della inesatta qualificazione/quantificazione di tutti i fattori coinvolti realizzavano una percezione distorta della verità sottesa all'investimento in diamanti.

Si sarebbe cioè trattata di un opera perpetrata nel tempo che ha sistematicamente interagito tanto in via subliminale quanto in via diretta sul libero convincimento del Cliente il quale passo dopo passo è stato condotto in un meticoloso meccanismo di accettazione che poi si è rivelato essere un vicolo cieco.

Al termine di quest'opera di piazzamento l'unica alternativa prospettatagli era l'essere indotto all'acquisto concepito e idealizzato in modo però difforme rispetto a quanto, all'opposto, lo stesso sarebbe risultato (se non altro per la percezione del rischio) se fosse stato correttamente quantificato dal punto di vista del reale profitto atteso a fronte della reale spesa (compresa cioè delle commissioni per esempio).

Di fronte a una siffatta situazione non si può che esprimere inquietudine per i numeri che si stanno dimostrando sempre più grandi e coinvolgono tantissimi risparmiatori ai quali anzitutto va la piena solidarietà perchè non devono sentirsi isolati o meno ancora, vittime della propria disattenzione.
 
 
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