testata ADUC
Lyoness – Lyconet - myWorld Italia, una nuova sanzione Antitrust: cosa fare?
Scarica e stampa il PDF
Articolo di Anna D'Antuono
1 febbraio 2021 9:34
 
Lo scorso 19 gennaio è stata emessa una sanzione, la seconda, dell’Agcm riguardo il sistema Lyoness – Lyconet, di cui ci occupiamo da anni.
Nel settembre 2017 ci domandavamo infatti dove, nel sistema, finisse il network e dove iniziasse la piramide.
I metodi di Lyoness - Lyconet sono classici: un amico che ti parla di un'"occasione", che ti invita ad un "incontro esclusivo" dove il solito "manager" presenta l'"azienda di nuova generazione" che "non è per tutti ma solo per i migliori" e che consente di "mettersi in gioco" per diventare "imprenditori di sé stessi", finendo col raccontare la propria vita che è cambiata da quando ne fa parte. La prima cosa da fare è sganciare danaro, per i "miracolosi" frutti bisogna attendere alcuni anni in cui si è costantemente in attesa che si concretizzino i nuovissimi "progetti di sviluppo" ed i "piani di espansione" che sono "innovativi" ed anche "esclusivi".
(...)
Di sicuro è un network marketing molto esteso, di quelli in cui specie dal di fuori è difficile comprendere dove sia posto il limite di tale, lecita, attività e dove inizi la piramide che è vietata in Italia come in moltissimi altri paesi.

L’opacità del meccanismo, e le centinaia di segnalazioni giunte -oltre che ad Aduc- all’Antitrust hanno portato quest’ultima ad interessarsi alla vicenda.

Il 19 gennaio 2019 è stata emananata la prima sanzione complessiva di 3.200.000 euro nei confronti di Lyoness Italia S.r.l. per vendita piramidale e promozione ingannevole.
in cui si legge che“diffondere fra i consumatori una formula di acquisto di beni con cashback (ovvero con la restituzione di una percentuale del denaro speso presso gli esercenti convenzionati) è scorretto in quanto integra un sistema dalle caratteristiche piramidali. Il sistema di promozione, utilizzando il pretesto del descritto vantaggio degli acquisti con cashback, si sostanzia in realtà nel reclutamento di un numero elevato di consumatori ai quali viene richiesto, dopo aver assunto la veste di incaricato alle vendite, di pagare una fee di ingresso particolarmente elevata per accedere al primo livello commissionale (pari a 2.400,00 euro) e iniziare la “carriera” come Lyconet Premium Marketer. Successivamente, essi devono reclutare altri consumatori, nonché effettuare ulteriori versamenti per confermare e progredire nella “carriera”.
L’Autorità ha verificato che la possibilità di ottenere uno sconto differito sugli acquisti sotto forma di cashback costituisce solo circa un sesto del volume economico generato dal sistema Lyoness e che il conseguimento di elevati livelli di Shopping Points - il meccanismo di remunerazione del piano di compensazione - è in sostanza possibile solo con versamenti di somme di denaro da parte dei consumatori aderenti o da parte dei soggetti da questi ultimi reclutati. Ed ecco la piramide.
L’Agcm ha anche accertato anche le modalità ingannevoli con le quali sono prospettate le caratteristiche, i termini e le condizioni del sistema di promozione Lyoness, aspetti non adeguatamente chiariti né sui siti internet, né negli eventi promozionali, nonché l’assenza nei siti internet di informazioni essenziali richieste nelle vendite a distanza, quali quelle sulle modalità di trattamento dei reclami, sul diritto di recesso e sul foro competente.

Lo scorso 25 gennaio è pervenuta la seconda sanzione, questa volta comminata a myWorld Italia e Lyconet Italia, per tre milioni di euro.

Le motivazioni sono le stesse della volta precedente: il sistema di vendita è risultato essere promosso con modalità poco trasparenti e ingannevoli e, soprattutto, con gli elementi costitutivi delle vendite a carattere piramidale e dunque in violazione degli articoli 20, 21, 22 e parte dell’articolo 23 del Codice del Consumo.

L’Antitrust ha appurato che lo schema, formalmente rivolto alla diffusione di un servizio di cashback, era in realtà orientato a reclutare un numero sempre crescente di incaricati ai quali veniva prospettato un notevole ritorno economico grazie ai diversi percorsi di carriera che richiedevano il versamento di importi anche significativi per acquistare specifici prodotti e servizi del Lyconet Program, con la funzione principale di generare Shopping Points, necessari per raggiungere e mantenere i livelli previsti nel piano di compensazione.
Nel tempo, abbiamo ricevuto da parte di Lyoness più di una diffida a rimuovere i contenuti pubblicati sul sito Aduc. Non lo abbiamo fatto perché crediamo nel diritto di espressione ed al ruolo che un'associazione di consumatori deve rivestire.
Sebbene la prima delibera sia stata impugnata, come quasi certamente lo sarà la seconda, le motivazioni addotte dall'Agcm appaiono notevoli ed in linea con ciò che da anni scriviamo. Basti pensare che soltanto circa un sesto del volume di affari Lyoness viene dal cashback vero e proprio, mentre il grosso degli incassi deriva dalle adesioni al sistema.
E ciò vuol dire piramide.

Molti iscritti ai vari circuiti del sistema ci domandano cosa fare
Prima di tutto, sgombriamo il campo da un equivoco: le sanzioni dell’Agcm non comportano automaticamente il diritto ad un risarcimento. Questo spetta esclusivamente se il sistema piramidale, assieme alle pratiche e alle condizioni non lecite, sono accertati da un Giudice. Le sanzioni Antitrust, una volta passate in giudicato, possono costituire un valido punto di appoggio per la rivalsa ma ogni danneggiato, se vuole essere risarcito, deve ottenere il provvedimento di un Tribunale.

Il primo passo è l’invio di una raccomandata a/r oppure di una pec alla società, o alle società, con cui si è stipulato il contratto, nella quale si domanda la restituzione degli importi pagati per far parte del sistema.
Il passo successivo e quasi inevitabile sarà intentare una causa con la condanna al risarcimento.
Le azioni collettive non sono possibili nella pratica, in considerazione del fatto che la procedura di class action prevista in Italia è tale da ostacolare i ricorrenti anziché aiutarli.
E’ però possibile valutare i singoli casi e, laddove ne ricorrano i presupposti, promuovere un unico giudizio mettendo assieme più parti.
Gli interessati ad informazioni ed assistenza possono contattare i nostri servizi di consulenza.

 
 
CHI PAGA ADUC
l’associazione non percepisce ed è contraria ai finanziamenti pubblici (anche il 5 per mille)
La sua forza sono iscrizioni e contributi donati da chi la ritiene utile

DONA ORA
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori