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Parmalat: la strada della class action negli Stati Uniti
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22 gennaio 2004 0:00
 
ATTENZIONE: la prima fase per partecipare alla class action e' scaduta il 15 febbraio. L'eventuale apertura della seconda fase sara' comunicata sul sito. Per chi volesse avere informazioni direttamente, e' consigliabile iscriversi alla newsletter quattordicinale:
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Migliaia di persone, in questi giorni, ci hanno chiesto cosa fare sul caso Parmalat.
Noi abbiamo risposto, in un primo momento, con un servizio d'informazione gratuito puntando principalmente l'attenzione sulla necessita' di evitare di partecipare ad iniziative improvvisate che nel migliore dei casi provocano false illusioni e nel peggiore fanno spendere soldi inutilmente.

Dopo una prima fase di studio abbiamo deciso di proporre a tutti i risparmiatori che si sono rivolti a noi,una iniziativa che riteniamo utile per tentare di ottenere un risarcimento dei danni subiti: tentare di partecipare ad una class action negli Stati Uniti.
E' noto che il sistema giudiziario americano sia molto piu' efficiente di quello, disgraziatissimo, del nostro Paese (specialmente se parliamo di giustizia civile).
Oltreoceano esiste uno strumento molto forte a tutela dei consumatori denominato "class action" attraverso il quale un gruppo di persone aventi pari caratteristiche possono far causa ad un soggetto, ad un gruppo di soggetti per lo stesso presunto reato.
Si tratta di quella "causa collettiva" che molto spesso viene erroneamente citata ed a volte colpevolmente proclamata da qualche avvocato interessato.

I vantaggi di questa iniziativa
Mentre stavamo studiando le iniziative da prendere nel caso Parmalat avevamo in mente, prima di tutto, la necessita' di non far spendere inutilmente soldi ai risparmiatori che gia' sono stati truffati da Tanzi & C.
Ci sono casi nei quali le azioni legali sono utili e vantaggiose: e' necessario non solo avere ragione, ma anche avere buone prospettive di concretizzare questa ragione in un effettivo risarcimento.
Nel caso Parmalat questo ci preoccupa non poco.
Un secondo problema era quello di proporre una iniziativa a favore del maggior numero di risparmiatori coinvolti nel caso (gli azionisti, ad esempio, sono in una situazione molto diversa dagli obbligazionisti, e fra gli obbligazionisti ci sono varie tipologie in base alla societa' del gruppo Parmalat alla quale hanno prestato i soldi).
Un terzo problema era legato al fatto che nella maggior parte dei casi, sono rimasti coinvolti piccoli risparmiatori per piccoli importi. E' assurdo proporre di far spendere molte centinaia, se non migliaia di euro, a risparmiatori che hanno perso nelle Parmalat poche migliaia di euro.
Per queste ragioni, appena abbiamo intravisto la possibilita' di proporre l'adesione ad una class action ci e' subito sembrata una inziaitiva meritevole.
La class action, se la definizione proposta di "class" verra' confermata dal giudice, sara' accessibile a tutti e senza costo alcuno. Potranno aderire sia gli azionisti che gli obbligazionisti, sia chi ha investito centinaia di migliaia di euro, sia chi ha investito centinaia di euro.
L'ulteriore vantaggio e' legato al fatto che questa iniziativa non preclude la possibilita' di avviare qualunque altra azione legale.

Ma cos'e' una class action?
Per class action si intende un'azione legale iniziata da un soggetto che chiede al Tribunale di essere autorizzato ad agire "per se' e per altri che si trovano nella medesima situazione". Si tratta, quindi, di uno strumento che consente a tutti i soggetti che abbiano subito un danno di beneficiare dell'attivita' processuale condotta da un soggetto (lead representative) anche nell'interesse di altri.
Solitamente il "lead representative" e' scelto tra i soggetti che vantano il maggior danno. Nel sistema americano, dove e' consentito il cosiddetto patto di quota lite (parcella degli avvocati proporzionale al risultato conseguito), tutte le spese di causa sono anticipate dallo Studio Legale che cura il contenzioso, incluse le spese necessarie -per esempio- per perizie o trasferte dei testimoni. Solo in caso di vittoria e recupero di somme, lo Studio potra' recuperare le proprie spese ed incassare gli onorari per il lavoro svolto.

L'iniziativa dell'Aduc
Vediamo l'iniziativa piu' nello specifico.
Lo Studio Legale Milberg Weiss Bershad Hynes & Lerach LLp di San Diego (USA) (www.milberg.com) ha avviato avanti il Tribunale di New York una procedura giudiziale, mirata ad ottenere la certificazione di CLASS ACTION, per il risarcimento dei danni causati a risparmiatori ed investitori dal recente crac Parmalat.
La domanda giudiziale vede come convenuti i seguenti soggetti:
- BONLAT FINANCING CORP.
- CALISTO TANZI
- FAUSTO TONNA
- COLONIALE SPA
- CIGROUP INC.
- BUCONERO LLC
- ZINI & ASSOCIATES
- DELOITTE TOUCHE TOHMATSU
- DELOITTE & TOUCHE SPA
- GRANT THORNTON INTERNATIONAL
- GRANT THORNTON SPA

Al momento, la "class" e' stata identificata come composta da tutti i soggetti (investitori privati e/o istituzionali, azionisti, obbligazionisti) "che hanno acquistato strumenti finanziari Parmalat" durante il periodo compreso tra il 05.01.1999 ed il 29.12.2003 (Class Period).
Scopo dell'azione e' l'ottenimento di adeguato risarcimento da parte dei soggetti sopra citati, per tutti i danni subiti a causa della condotta dagli stessi tenuta nelle note vicende delle societa' del gruppo Parmalat.

In Italia, lo Studio Milberg Weiss Bershad Hynes & Lerach LLp ha incaricato uno degli avvocati che collaborano con l'Aduc, l'avv. Pietro Adami di Verona, di raccogliere tutte le adesioni all'iniziativa in corso.

Allo stato attuale, e salvo diversa definizione della "class" da parte del Tribunale di New York, possono quindi prendere parte all'azione tutti i soggetti, siano essi obbligazionisti o azionisti, che ritengono di essere stati danneggiati dalla vicenda Parmalat; sono altresi' ricompresi nell'attuale definizione della "class" anche quei soggetti che possano dimostrare documentalmente di avere acquistato titoli Parmalat nel periodo sopra identificato (05.01.99 / 29.12.03) e di averli successivamente rivenduti in perdita.
Spettera' al Tribunale di New York nominare, tra tutti coloro che hanno presentato domande simili, il "class representative", ovvero l'interlocutore ufficiale della Corte e dei convenuti per la trattazione (ed eventuale definizione) della vertenza.
Riteniamo che sia utile e consigliabile una massiccia adesione a questa iniziativa allo scopo di assicurare adeguata rappresentanza agli interessi degli investitori italiani, sia persone fisiche che persone giuridiche.
Solo il raggiungimento di un consistente quantitativo di adesioni, in termini numerici e di valori coinvolti, potra' agevolare la rappresentativita' degli investitori italiani nell'azione, nel caso in cui il giudice decida in favore dei risparmiatori.

L'adesione, lo ripetiamo, NON comporta esborsi per i partecipanti.
I costi legali, in caso di approvazione e certificazione della class action e di suo esito positivo, saranno determinate con provvedimento del Tribunale di New York, in percentuale sul risultato raggiunto (contingency fee agreement), cosi' come il medesimo Tribunale approvera' e determinera' a favore dei legali l'ammontare ed il rimborso delle spese che saranno anticipate in corso di causa.
Storicamente, i costi legali liquidati variano da un minimio del 7% ad un massimo del 33%.
In caso di esito negativo, nulla sara' dovuto dai partecipanti all'azione.
La presentazione della domanda di partecipazione alla class action NON pregiudica qualsiasi altra azione fatta o da fare in Italia. Anzi in molti casi puo' essere vista come un ulteriore strumento di tutela dei propri interessi da affiancare ad eventuali altre iniziative (ad esempio, la domanda di insinuazione al passivo, una eventuale azione legale contro l'intermediario finanziario che abbia venduto in contropartita diretta e in sottoscrizione titoli destinati solo ad investitori istituzionali, costituzione come parte civile quando sara' possibile, ecc.).

Le fasi dell'iniziativa
L'iter della procedura per class action, in sintesi, puo' essere cosi' riassunto:
1 - presentazione della domanda ad iniziativa di almeno un investitore. Questa fase e' stata gia' effettuata negli Stati Uniti da un fondo pensione americano attraverso i legali della Milberg.
2 - raccolta di adesioni a tale domanda come "lead palintiff". Questa e' la fase attualmente in corso.
3 - certificazione della class action, definizione della class, e nomina del class representative. Si tratta della fase piu' delicata, dato che il Giudice dovra' anzitutto decidere se approvare la class action e, di conseguenza, definire quale sia la "class" stessa. In questa fase si decidera' se, ed a quali condizioni, le domande degli investitori italiani possano essere accolte.
4 - eventuale riapertura dei termini per l'adesione, quali "plaintiff" o "class members". In questa fase, successiva, potranno essere raccolte ulteriori adesioni, da parte di soggetti che, tuttavia, non potranno avere alcun "peso decisionale" nella gestione della causa ne' nella eventuale fase di trattative stragiudiziali.
5 - trattazione giudiziale, e decisione (o definizione stragiudiziale).
Allo stato attuale l'adesione avviene in qualita' di lead plaintiff, ovvero di soggetto che manifesta il proprio consenso sia alla eventuale nomina quale class representative, che la propria disponibilita' ad eventuali richieste di prestare testimonianza.
In caso di esito positivo, le somme recuperate verranno ripartite tra tutti i class members, su base strettamente proporzionale al danno effettivamente subito (danno che allo stato attuale si ipotizza essere pari alla differenza tra prezzo di acquisto e valore attuale dello strumento finanziario detenuto, eventualmente al netto di potenziali recuperi da procedure italiane o altre azioni intraprese).

Quali sono i tempi ipotizzabili?
Oggi ci troviamo nella fase preliminare, nella quale (60 giorni dal deposito della domanda giudiziale) si deve formare la "massa" dei soggetti che intendono proporsi come "lead plaintiff" (attore principale). Decorso questo primo termine, nel giro di qualche mese il tribunale dovra':
(a) certificare la fattibilita' dell'azione come class action (ed in caso contrario non vi saranno ulteriori impegni degli aderenti a questa prima fase);
(b) nominare il class representative (o il comitato degli stessi) e conseguentemente lo Studio Legale che condurra' l'azione;
(c) definire la "class", ovvero stabilire quali siano i soggetti che possono prendere parte all'azione.
A questo punto iniziera' la causa vera e propria, condotta dallo Studio che sara' indicato dal Tribunale.
Per la durata della causa, appare ragionevole stimare almeno un paio d'anni, tempo comunque assai piu' breve di quelli cui siamo abituati in Italia.
L'importanza di una massiccia adesione da parte di investitori e risparmiatori italiani e' evidente; solo se il gruppo assistito dallo Studio Legale Milberg Weiss sara' il piu' "corposo" avremo la speranza che tra i lead plaintiffs possano essere inseriti risparmiatori italiani che potranno adeguatamente rappresentare gli interessi dell'intera categoria.
Il rischio da evitare e' che la class action sia condotta da fondi cosiddetti "speculativi" che possano in futuro accettare soluzioni transattive non soddisfacenti per le esigenze del comune risparmiatore.

Come aderire Per aderire e' necessario compilare il modulo presente a questo indirizzo: clicca qui.
Tutti coloro che si iscriveranno a questo servizio d'informazione gratuito sul caso Parmalat riceveranno i moduli e le istruzioni per aderire alla "class action" (al momento, ovviamente, i moduli sono scritti - e DEVONO essere scritti - in lingua inglese visto che l'azione legale e' intrapresa presso il tribunale di New York. L'Aduc sta predisponendo la documentazione in italiano per agevolare la compilazione dei moduli che devono essere in lingua originale).
Con la sottoscrizione di questo modulo ci si iscrive anche alla newsletter di Aduc-Investire Informati e si ricevera' quindi aggiornamenti ogni 14 giorni.

Come per tutte le nostre iniziative, per partecipare non e' necessario iscriversi o contribuire all'associazione. L'iscrizione o il contributo e' comunque sempre facoltativo.
Chiunque ritenga il nostro servizio meritevole, e' invitato a sostenerci con l'adesione (25 euro) o un contributo a scelta, utilizzando uno dei seguenti metodi:
- CC/postale 10411502,
- CC/bancario 7977, ABI 06160, CAB 02817;
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