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€str – Il nuovo indice area € per operazioni a breve termine
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Articolo di Claudio Voltolini
15 ottobre 2019 13:15
 
Alla luce degli scandali finanziari relativi alla manipolazione dell’Euribor, è emersa la necessità di rivedere la modalità di calcolo dei tassi principali dell’eurozona con standard più trasparenti ed efficaci rispetto al passato.

Va in pensione il tasso Eonia; dal 2 ottobre la Bce pubblica il nuovo tasso di riferimento denominato euro short-term rate (€STR), costruito per misurare quanto costa a una banca prendere in prestito denaro overnight, da rimborsare la giornata successiva, da varie controparti finanziarie senza fornire garanzie. Le controparti possono essere banche, fondi del mercato monetario, fondi di investimento o fondi pensione e altri operatori finanziari, comprese le banche centrali.

Il cambio del nome indica principalmente il cambio delle modalità di calcolo per evitare il ripetersi delle manipolazioni passate.

In precedenza l’Eonia si basava su quel che comunicavano le 28 banche del panel circa la remunerazione attesa per la loro offerta di liquidità, oggi l'indice si calcola in base alle effettive transazioni segnalate dalle 52 banche che compongono il nuovo gruppo di riferimento, per prestiti ricevuti da banche, fondi del mercato monetario, fondi pensione, altri operatori comprese le banche centrali.

Lo €STR è pubblicato dal 2 ottobre 2019 in ogni giornata operativa del sistema Target2, alle ore 8.00 sul sito della BCE.

Il nuovo indice è già stato utilizzato da Bei per un emissione obbligazionaria a tasso variabile, durata 3 anni, importo 1 mld di € cod. Isin XS2061971615.

Il tasso di emissione è stato 11 bp superiore all’€str quindi l’obbligazione ha registrato all’emissione un rendimento in area -0,43% annuo.

A seguire il parametro acquisirà notorietà e troveremo Etf, obbligazioni e derivati che lo utilizzeranno per quella tipologia di strumenti a basso rischio e facilmente liquidabili che in genere si utilizzano come primo tassello della pianificazione finanziaria.

Un simile cambiamento, ma soltanto a partire dal 2022, riguarderà anche l'Euribor. Tasso che però suona più familiare perché è quello sul quale si calcola la rata dei mutui variabili. Anche in questo caso si passerà da un meccanismo basato sulla comunicazione telefonica delle quotazioni da parte delle banche a un calcolo basato sugli scambi effettivi.

 
 
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