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Domande frequenti (FAQ) sugli investimenti finanziari
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9 agosto 2003 0:00
 
Domande sul servizio di informazione e consulenza finanziaria di Aduc-Investire Informati
1. Quali sono gli obiettivi di Aduc-Investire Informati?
2. A che genere di domande rispondete?
3. Chi sono gli esperti che rispondono alle domande?
4. E' necessario essere iscritti all'Aduc per avere le risposte?
5. Entro quanto tempo rispondete?
6. E' possibile contattare gli esperti di Aduc-Investire Informati per approfondimenti circa le risposte?

Domande comuni sugli investimenti finanziari
7. Mi potete consigliare su come investire una certa somma di denaro?
8. Mi consigliate un buon titolo sul quale investire?
9. Cosa ne pensate dell'azione "x" o dell'obbligazione "y"?
10. Cosa ne pensate dei fondi comuni d'investimento e dell'industria del risparmio gestito in genere?
11. Cosa ne pensate degli ETF? Come scegliere quelli migliori?
12. Cosa ne pensate dei Buoni Postali Fruttiferi Ordinari?
13. Cosa ne pensate dei Piani Integrativi Pensionistici (PIP)?
14. Cosa ne pensate dei Piani di Accumulo di Capitale (PAC)?
15. Cosa ne pensate delle polizze assicurative sulla vita?
16. Cosa ne pensate delle obbligazioni strutturate e dei prodotti a capitale garantito?
17. Cosa ne pensate del Conto Arancio?
18. Quali sono le migliori banche con le quali investire?



1.
D: Quali sono gli obiettivi di Aduc-Investire Informati?

R: Il primo obiettivo e' quello di evitare ai risparmiatori di prendere fregature nel mondo degli investimenti. Chi lo desidera, prima di sottoscrivere un investimento, puo' chiederci informazioni sui costi e sui rischi di questi strumenti in modo da valutarli con il supporto del parere di un professionista disinteressato.
Il secondo obiettivo e' quello di dare il nostro piccolo contributo per elevare la cultura finanziaria dei risparmiatori in modo da renderli sempre piu' consapevoli circa le regole per scegliere gli investimenti finanziari adatti alle proprie caratteristiche individuali, sui propri diritti, in quanto investitori non professionisti e sugli obblighi degli intermediari finanziari.
Cerchiamo di raggiungere questo secondo obiettivo attraverso gli articoli che regolarmente pubblichiamo sul sito. Maggiori informazioni si possono leggere qui: clicca qui


2.
D: A che genere di domande rispondete?

R: Il servizio di risposte a domande ha come oggetto principale l'informazione sui costi e sui rischi degli specifici prodotti di risparmio gestito che vengono proposti ai risparmiatori. Molto spesso le informazioni su questi prodotti sono pubbliche e disponibili sui vari siti Internet delle societa' di gestione del risparmio, ma gli investitori non professionisti non sono in grado di orientarsi nella mole d'informazioni disponibili senza il necessario background. Per questo Investire Informati desidera informarli rapidamente in modo da evitare le molte fregature che sono in agguato nel mercato. Talvolta le informazioni non sono disponibili pubblicamente ed allora invitiamo i lettori che lo desiderano a farsi dare copia della documentazione dal proponente l'investimento e spedircela al fine di fornire informazioni sui costi e sui rischi del prodotto proposto.
Sempre attraverso lo stesso servizio rispondiamo a domande che riguardano approfondimenti sui temi trattati negli articoli pubblicati sul sito.
Non rispondiamo a domande riguardanti singoli titoli azionari o obbligazionari. Questo perche' e' impossibile fornire informazioni accurate su tutti i singoli titoli presenti sul mercato (e sarebbe anche dannoso fornire questa informazioni ad investitori non esperti). Non possiamo, inoltre, fornire consigli su come meglio investire le proprie disponibilita' finanziarie perche' per fornire consigli professionali a riguardo e' necessario conoscere approfonditamente la situazione personale e patrimoniale del singolo investitore. Questo richiede il lavoro di un professionista. Lo scopo di Investire Informati e' quello di permettere a ciascun investitore non professionista di compiere da solo le proprie scelte d'investimento attraverso la lettura degli articoli come:
clicca qui,
clicca qui,
clicca qui
ed i molti articoli che si possono leggere nell'archivio degli articoli a questo indirizzo: clicca qui.


3.
D: Chi sono gli esperti che rispondono alle domande?

R: L'Aduc si avvale della collaborazione di liberi professionisti che si occupano di consulenza agli investimenti privati. Sono rigorosamente professionisti indipendenti che non hanno nessuna forma di rapporto di dipendenza con banche ed intermediari finanziari in genere. Il sito e' curato da Alessandro Pedone e si avvale della collaborazione di vari professionisti in tutta Italia fra i quali: Giuseppe D'Orta, Filippo Sgherri che rispondono alle domande. In fondo alla home page del sito si possono trovare, clickando sui nominativi dei collaboroatori, i riferimenti per chi volesse contattarli direttamente. Il sito, inoltre, ospita i contributi di esperti del settore.


4.
D: 4. E' necessario essere iscritti all'Aduc per avere le risposte?

R: No, tutti i servizi che l'Aduc offre sono gratuiti, ma i vostri contributi non solo sono graditi ma sono anche indispensabili affinché l'Aduc continui ad esistere. Per maggiori informazioni su come sostenerci:  clicca qui.


5.
D: Entro quanto tempo rispondete?

R: Nel minor tempo possibile, tenuto conto della complessita' della domanda e del numero di domande pervenute in quel periodo, mediamente 3-5 giorni. Le risposte vengono inviate per posta elettronica all'indirizzo indicato nell'apposita form per inviare la domanda e poi, di solito il giorno successivo vengono pubblicate sul sito (omettendo il nome del lettore). E' importante che l'indirizzo di posta elettronica indicato sia corretto. Invitiamo, inoltre, a scrivere tutte le informazioni richieste nella scheda perche' potrebbero essere utili per fornire il miglior servizio possibile.
Qualora dopo qualche giorno non si dovesse ricevere una risposta, si invita a compilare di nuovo la domanda o a cercare la risposta tra quelle pubblicate sul sito. In quel caso, molto probabilmente si e' verificato un errore tecnico che ha impedito a noi di ricevere la domanda o al lettore di ricevere la risposta.


6.
D: E' possibile contattare gli esperti di Aduc-Investire Informati per approfondimenti circa le risposte?

R: In linea di massima e' preferibile utilizzare la posta elettronica. In casi eccezionali ed urgenti e' possibile chiamare in Aduc (055 290606 dalle 15 alle 18 dal lunendi' al venerdi') per farsi dare i riferimenti telefonici del professionista che ha risposto alla domanda il quale sara' disponibile, gratuitamente, a fornire approfondimenti telefonici esclusivamente sulle risposte gia' fornite per email.
Questi professionisti non possono fornire telefonicamente consigli circa l'opportunita' di fare questo o quell'investimento. Sono tutti pianificatori finanziari indipendenti i quali forniscono consulenze sugli investimenti solo dopo aver acquisito tutte le informazioni necessarie. Chi volesse avvalersi della loro consulenza puo' farlo al di fuori del rapporto con l'Aduc pagando le rispettive tariffe professionali.


Domande comuni sugli investimenti finanziari
7.
D: Mi potete consigliare su come investire una certa somma di denaro?

R: Non possiamo fornire suggerimenti specifici su come investire il proprio patrimonio finanziario. Questo perche' non esiste "l'investimento migliore" in assoluto, ma esiste soltanto l'investimento piu' adeguato rispetto alle specifiche caratteristiche ed obiettivi del singolo investitore.
Non ha senso fornire suggerimenti sugli investimenti finanziari non conoscendo approfonditamente la situazione personale dell'investitore, la situazione complessiva dei suoi redditi e del suo patrimonio ed i reali obiettivi finanziari.
Cio' che Aduc - Investire Informati puo' certamente fare e' evitare di prendere fregature, sconsigliando gli investimenti che sono palesemente inefficienti (carichi cioe' di costi e rischi che possono essere eliminati).
Scegliere un investimento finanziario, una volta scartati tutti i prodotti inefficienti, si traduce nel determinare il grado e la forma di rischio che si e' disposti ad accettare al fine di massimizzare le probabilita' di raggiungere i propri obiettivi finanziari.
E' un lavoro che in larga parte puo' essere fatto da solo, specialmente per i patrimoni meno complessi, dedicando un po' di tempo a studiare i principi fondamentali dell'investimento finanziario. A questo scopo abbiamo pubblicato alcuni articoli che consigliamo caldamente di leggere prima di sottoscrivere o acquistare prodotti finanziari:
1. - Decalogo per investitori non esperti
2. - I 10 errori comuni negli investimentii
3. - Regola n.1: conosci te stessoi
4. - Il concetto di rischio finanziario
5. - Carissimo gestore ti scrivo
E' molto importante anche sapere quando vendere. Anche su questo abbiamo pubblicato un articolo che e' bene leggere: Consigli per le vendite.

Chi ritenesse di non essere in grado di prendere decisioni adeguate su questo tema (perche' non ha tempo o perche' il suo patrimonio e' molto consistente e giustifica l'intervento di un esperto), puo' valutare l'ipotesi di servirsi di un professionista indipendente (non legato, cioe', a banche o intermediari finanziari come lo sono i promotori finanziari ed i bancari). A questo scopo e' bene leggersi l'articolo che abbiamo pubblicato su questo tema: clicca qui .


8.
D: Mi consigliate un buon titolo sul quale investire?

R: Non esistono titoli buoni! Investire in singoli titoli, specialmente quelli azionari, e' una scommessa non adatta agli investitori non professionisti. Nei mercati finanziari evoluti, i prezzi dei singoli titoli esprimono la somma delle valutazioni di tutte le informazioni disponibili sul mercato. Per dirla in modo diverso, e forse un po' semplicistico, non e' possibile guadagnare un extra-rendimento rispetto al rendimento medio del mercato, avvalendosi di informazioni pubblicamente disponibili.
Cio' significa che chiunque consiglia "buoni titoli" (compresi i giornali e tutti i sedicenti esperti) fa un lavoro che non ha nessuna base scientifica.


9 D: Cosa ne pensate dell'azione "x" o dell'obbligazione "y"?
R: Non parliamo mai di singoli titoli ne' azionari ne' obbligazionari. L'investimento in singoli titoli e' fortemente sconsigliabile per gli investitori non esperti per molte ragioni, prima fra tutte: il rischio specifico che questo tipo di investimento comporta (si veda clicca qui). Non rispondiamo mai, quindi, a domande su singoli titoli.


10.
D: Cosa ne pensate dei fondi comuni d'investimento e dell'industria del risparmio gestito in genere?

R: I fondi comuni d'investimento hanno, fondamentalmente, un solo grosso pregio: permettono di diversificare i rischi specifici. Questo significa che, invece di investire in pochi singoli titoli azionari, e' possibile investire in un portafoglio composto da diverse decine o centinaia di titoli. In questo modo l'investimento subira' le fluttuazioni del complesso del mercato nel quale si e' deciso di investire (ad esempio le azioni europee) e non sara' esposto ai rischi derivanti dall'andamento di qualche specifica azienda. Questo e' molto utile particolarmente per i mercati azionari e per quelli obbligazionari rischiosi (come le obbligazioni aziendali o dei Paesi emergenti)
I fondi comuni d'investimento, grazie ad un buona legislazione che li regola, sono fra l'altro degli strumenti molto sicuri e trasparenti.
Se l'industria del risparmio gestito si fermasse ad offrire questo servizio, farebbe un'opera molto utile. Purtroppo, per cercare di prendere piu' commissioni possibili, si sono inventati un'incredibile balla: la favola dell'esperto che saprebbe quali azioni comprare e vendere e quando. Questa fandonia e' accreditata e amplificata dai giornali finanziari che, in questo modo, alimentano una delle loro principali ragioni di esistere e prosperare. . Lo scopo dichiarato della stragrande maggioranza dei fondi venduti in Italia e' quello di offrire un rendimento, ponderato per il rischio, superiore alla media del mercato nel quale investono. Fanno la cosiddetta "gestione attiva". In pratica dicono al cliente/sottoscrittore: caro risparmiatore, siccome io sono una banca piena d'esperti di finanza e so cosa comprare e cosa vendere e soprattutto quando, non mi limito ad investire i tuoi soldi spezzettandoli nel mercato. Allo scopo di farti guadagnare di piu' decido anche cosa e quando comprare e cosa e quando vendere. Naturalmente, per fare questo, mi prendo delle commissioni per il servizio.
Con questo trucco, le banche si mangiano mediamente il 3% all'anno dei soldi affidati loro in gestione. Ma poiche', mediamente, il rendimento lordo dei gestori di fondi e' pari a quello del mercato (anche perche' la maggioranza del mercato e' fatto dai gestori professionisti), e' chiaro che il rendimento medio netto che finisce nelle tasche dei risparmiatori e' il rendimento del mercato meno i costi che si prendono le banche.
(Maggiori informazioni su questo argomento si possono leggere a questo indirizzo: clicca qui) Questa e' la ragione per la quale, sistematicamente, la media dei fondi comuni d'investimento ha un rendimento inferiore a quello del mercato. C'e' sempre qualche gestore che fa meglio del mercato, ma per un gestore che fa meglio ci sono altri che fanno peggio e poiche' non v'e' nessun modo per sapere quale gestore fara' meglio nel futuro, e' molto piu' razionale puntare sulla media del mercato avendo la garanzia di risparmiare un sacco di soldi che si traducono in rendimento aggiuntivo.
Per questa stessa ragione, le famose gestioni patrimoniali in quote di fondi (GPF) sono delle incredibili fregature poiche', a fronte di maggiori commissioni di gestione (commissioni sui fondi e commissioni sulla gestione patrimoniale), non offrono una maggiore diversificazione di quella che si potrebbe ottenere comprando i fondi da soli.
In sintesi: l'industria del risparmio gestito (come purtroppo molti settori) si basa su una menzogna colossale e cioe' sulla presunta capacita' degli esperti di fare meglio della media del mercato. Utilizzando parole piu' politically correct (ed oggi molto di moda) potremmo dire che prospera solo grazie all'asimmetria informativa che esiste tra produttori e utenti del servizio di gestione del risparmio.
Uno degli scopi di Investire Informati e' proprio quello di contribuire a far diminuire il piu' possibile questo gap di conoscenza.


11.
D: Cosa ne pensate degli ETF? Come scegliere quelli migliori?

R: Gli ETF sono un'ottima cosa perche' permettono di diversificare gli investimenti senza acquistare il "servizio-bidone" della cosiddetta "gestione attiva" risparmiando cosi' una sacco di soldi ogni anno in spese di vario tipo collegate a questo tipo di gestione (si veda: clicca qui).
E' molto importante ribadire che investire in ETF non e' affatto un investimento "sicuro" nel senso che e' a tutti gli effetti un investimento azionario. Gli ETF sono eccellenti sostituti dei fondi azionari, ma al pari di questi strumenti, sono investimenti che devono ricoprire solo una parte del proprio patrimonio (quanta parte dipende da considerazioni assolutamente soggettive, si veda in proposito la domanda: Mi potete consigliare su come investire una certa somma di denaro? ) ed hanno senso solo in un'ottica di lungo termine. Il lungo termine, inoltre, permette di diminuire drasticamente la probabilita' di subire delle perdite, ma non vi e' nessuna garanzia. Certamente grazie al fatto che con gli ETF si risparmia mediamente un 2% di commissioni ogni anno, dopo 10 anni e' molto piu' probabile non subire una perdita rispetto ad un fondo azionario.
Per scegliere autonomamente un ETF e' necessario avere un minimo di conoscenza dei mercati nei quali si desidera investire. E' necessario conoscere, ad esempio, gli indici di riferimento che gli ETF devono replicare.
In linea di massima, e' preferibile scegliere gli ETF che replicano indici i piu' diversificati possibili, con commissioni di gestione piu' basse e con un numero di scambi il piu' elevato possibile poiche' questo garantisce minori costi impliciti in fase di negoziazione.
Naturalmente se si e' totalmente a digiuno di finanza, si hanno delle difficolta' a scegliere gli ETF (cosi' come si avrebbero delle difficolta', anche maggiori, a scegliere dei fondi comuni d'investimento), ma probabilmente in questo caso la scelte migliore e' quella di non investire nei mercati azionari. Probabilmente, in questo modo, si perderanno delle opportunita' di guadagno, ma investendo senza un'adeguata preparazione (che si acquisisce con un po' di studio ed un po' di pratica fatta con piccolissimi investimenti) si rischia di fare grossi errori, principalmente in fase di gestione dell'investimento.


12.
D: Cosa ne pensate dei Buoni Postali Fruttiferi Ordinari?

R: I Buoni Postali Fruttiferi sono una forma di risparmio ingiustamente screditata dalle stesse Poste Italiane (oltre che da tutto il sistema finanziario) perche' non ci si guadagnano molte commissioni vendendoli.
Certamente i rendimenti sono estremamente risicati, come tutti i rendimenti delle obbligazioni di Paesi affidabili, pero' sono una forma di investimento sicuro che presenta una struttura tecnica particolarmente vantaggiosa per gli investitori del tutto inesperti.
Lo strumento, infatti, ha un rendimento medio annuo crescente con il passare del tempo ed e' rimborsabile in qualsiasi momento senza nessuna penalizzazione dopo un anno dalla scadenza. Questa caratteristica, rara se non unica nel mercato obbligazionario, mette al riparo il risparmiatore dal pericolo dell'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni a tasso fisso. Per maggiori informazioni si puo' leggere il seguente articolo: clicca qui
Le emissioni dei buoni postali fruttiferi cambiano da periodo a perido. E' buona norma informasi sul sito della Cassa Depositi e Prestiti clicca qui per leggere i fogli informativi analitici delle emissioni i corso.


13.
D: Cosa ne pensate dei Piani Integrativi Pensionistici (PIP)?

R: Riteniamo che sia molto importante, in molti casi indispensabile, mettere dei soldi da parte per la propria pensione. Abbastanza recentemente e' stata varata una legge che prevede degli incentivi fiscali per le forme di risparmio che hanno esclusivamente finalita' previdenziali (si veda questo documento: clicca qui). Le forme di investimento che rientrano nelle caratteristiche definite da questa legge (Fondi Pensione Aperti e Piani Pensionistici Integrativi) presentano forti vincoli che garantiscono lo Stato sul fatto che questi soldi serviranno realmente ad integrare le pensioni di Stato che si prevedono sempre piu' magre rispetto al passato. E' molto probabile, fra l'altro, che queste forme d'incentivo fiscale siano ampliate in futuro.
In linea generale, quindi, riteniamo che utilizzare questi strumenti sia una cosa buona. Il problema, come sempre accade in finanza, sono i costi. I Piani Pensionistici Integrativi (che sono identici ai Fondi Pensione Aperti, ma che di solito sono di emanazione di compagnie assicurative) sono esageratamente costosi. Ci sono casi scandalosi come quelli venduti da Bayerische e da Mediolanum (per i quali abbiamo pubblicato degli specifici articoli sul sito), ma un po' tutti i PIP hanno costi (non solo d'ingresso ma anche di gestione) che sfiorano la rapina, specialmente per prodotti che dovrebbero avere finalita' sociali.
Cosi', molto spesso, la convenienza fiscale del prodotto (che e' molto piu' modesta di quella che i venditori fanno palesare, poiche' le rendite, a scadenza, sono tassate) va a farsi benedire a causa dei costi salatissimi.
Se si decide di sottoscrivere un Piano Pensionistico Integrativo e' importante scegliere uno strumento che abbia costi estremamente contenuti, non solo in fase di versamento e di erogazione della rendita ma anche in fase di gestione del capitale. Spesso, come ripetiamo, i Fondi Pensione Aperti sono meno costosi dei Piani Pensionistici Integrativi.


14.
D: Cosa ne pensate dei Piani di Accumulo di Capitale (PAC) e di tutte le forme per mettere da parte dei soldi tutti i mesi?

R: L'idea di investire, specialmente nei mercati azionari, una certa cifra, anche modesta, con regolarita' e' certamente la cosa piu' intelligente che si possa fare per gestire i risparmi in divenire.
Ci sono molte ragioni, sia psicologiche che tecnico-finanziarie, per le quali l'investimento dilazionato nel tempo e' un vero e proprio affare. Questo, purtroppo, lo sanno bene anche le banche e gli intermediari finanziari in genere. Sono state create tutta una serie di forme per permettere ai risparmiatori di "impegnarsi" a versare una certa cifra mensile finalizzata all'investimento. Quasi tutte queste formule sono inutilmente costose. La piu' comune e' il PAC che permette di investire in fondi comuni d'investimento. I fondi comuni d'investimento sono gia' inutilmente costosi, ma la formula del PAC, di solito, accresce le commissioni d'ingresso. Oggi esistono molte societa' di gestione che non fanno pagare commissioni d'ingresso sui PAC. Dovendo proprio scegliere fondi comuni d'investimento e' bene privilegiare queste societa'.
Non bisogna poi trascurare i costi impliciti. Spesso fare un bonifico puo' costare anche 5 euro ed inoltre la societa' di gestione si prende altre commissioni fisse per ogni versamento. Facendo le somme, specialmente su cifre piccole, questi costi possono rappresentare tra il 5 ed il 10% del versamento: cifra assolutamente inaccettabile. In questo caso conviene fare 3 o 4 versamenti annui, d'importo piu' elevato, invece di 12.
Un modo intelligente di mettere da parte una cifra mensile in investimenti azionari e' quella di utilizzare gli ETF.
Per chi non ha sufficiente dimestichezza con le azioni, invece, una buona idea potrebbe essere quella di avere un conto (di quelli con spese inesistenti o ridotte all'osso) sul quale depositare mensilmente una parte dello stipendio. Quando la cifra lo permette, si possono acquistare titoli di stato e/o buoni ordinari fruttiferi. Chi ha le competenze adeguate puo' farsi un giardinetto molto ben diversificato di obbligazioni non governative. In questo caso, piu' il titolo obbligazionario ha un rating basso e piu' e' importante che l'importo investito sia una piccola percentuale dell'intero capitale (1/2% in caso di obbligazioni sotto la tripla B come rating).


15.
D: Cosa ne pensate delle polizze assicurative sulla vita?

R: Una forma di risparmio tristemente diffusa sono le assicurazioni sulla vita.
Questi prodotti sono stati venduti in Italia come investimenti, mentre non lo sono, in quanto sono forme previdenziali, ovvero un modo per trasferire i cosiddetti "rischi demografici" all'assicurazione dietro il pagamento di una certa somma.
Usare le assicurazioni sulla vita per mettere da parte dei soldi e' un grosso errore dal punto di vista finanziario. Per maggiori informazioni si puo' leggere il seguente articolo: clicca qui. Sempre nel ramo assicurativo (che, in generale, ricordiamolo sempre, e' piu' costoso e meno trasparente dei gia' costosi fondi comuni d'investimento) si sono diffuse le polizze unit-linked che prevedono spesso versamenti mensili. Anche queste sono formule dalle quali stare alla larga (per maggiori informazioni si veda: clicca qui)
Le assicurazioni, se utilizzate con intelligenza, sono molto utili. Purtroppo, in Italia, gli assicuratori che non sono meri venditori sono una rara eccezione. Le stesse compagnie hanno ormai calibrato la loro offerta all'interno di un sistema nel quale la polizza si "rifila" al cliente con pressioni di tipo commerciali. Questo ha sostanzialmente rovinato un settore che invece sarebbe estremamente utile per la tranquillita' economica della famiglia.
In sintesi le assicurazioni sulla vita, con la finalita' di mettere da parte dei soldi, sono da evitare.


16.
D: Cosa ne pensate delle obbligazioni strutturate e dei prodotti a capitale garantito?

R: Ne pensiamo tutto il male possibile. Questi prodotti servono esclusivamente ad aggravare i costi ed i rischi dei risparmiatori attraverso lo "specchietto delle allodole" del capitale garantito a scadenza. Ogni forma di garanzia ha un costo, sotto qualche forma. Questi prodotti sono sostanzialmente invendibili fino alla scadenza (o vendibili con penalizzazione, spesso implicite nel prezzo di vendita) e molto poco trasparenti.
Il fatto che garantiscano il capitale non significa che siano un buon investimento. Non ha senso investire per 5 anni avendo forti probabilita' di recuperare solo il capitale iniziale. In buona sostanza, la maggioranza di questi prodotti produrra' delle perdite in termini reali (cioe' al netto dell'inflazione).
Si tratta di prodotto dai quali stare alla larga, come abbiamo scritto in questi articoli: clicca qui e clicca qui.


17.
D: Cosa ne pensate dei conti di deposito?

R: Il conti di deposito sono un buon strumento per la gestione della liquidità. Non va confuso con una forma d'investimento a medio lungo termine (come le obbligazioni, gli ETF, i buoni fruttiferi postali, ecc). Per la gestione della liquidita' e' una buona alternativa rispetto ai fondi monetari, i BOT e le altre forme di gestione. Se si desidera parcheggiare una parte della propria liquidità con questi strumenti, può essere utile dedicare del tempo per seguire le varie offerte promozionali che vengono fatte.


18
D: Quali sono le migliori banche con le quali operare?

R: Purtroppo questa domanda non ha una risposta. Il sistema bancario e' largamente inefficiente ed anche largamente protetto dalla competizione internazionale.
Per le esigenze finaziarie di base (RID, bonifici..) l’utilizzo di un conto on line, per chi ha la capacita' di utilizzarlo, permette l’accesso a servizi piu' avanzati e meno costosi rispetto alle banche tradizionali. Per i servizi di investimento, invece, bisogna aver chiaro che la consulenza offerta dalle banche è svolta in un contesto di palese conflitto di interesse. Quindi massima attenzione ai prodotti offerti, ai costi impliciti e al rispetto delle norme di legge sulla tutela del risparmiatore.
Anche in questo caso, operare attraverso il canale on line per gestire il conto titoli può risultare più vantaggioso in termini di commissioni.


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