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AFX Capital Markets: Cipro sempre fonte di problemi, i clienti rischiano di non ricevere gli indennizzi
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Articolo di Anna D'Antuono
1 marzo 2020 11:31
 
 Aggiornamento 2 Aprile 2020

Le informazioni sulla procedura di indennizzo sono pubblicate sul sito della Consob a questo indirizzo
 

L'autorità di vigilanza Cyprus Securities and Exchange Commission (CySec) ha disposto, con effetto dal 19 luglio 2019, la sospensione dell'autorizzazione alla prestazione di servizi di investimento rilasciata alla società cipriota AFX Capital Markets Ltd. Da quella data, la società non pùò operare in Italia salvo eventuale revoca della sospensione.
Per Cysec sussistono sospetti di una possibile inosservanza dei requisiti organizzativi in merito alla tutela dei fondi dei clienti. La decisione è stata presa in quanto tale presunta violazione causa preoccupazione e rischio relativi alla protezione dei clienti della società o degli investitori e costituisce una minaccia per il funzionamento e l'integrità del mercato.

Poco dopo è intervenuta anche l’autorità di vigilanza del Regno Unito, Financial Conduct Authority (Fca), adottando nei confronti dell’impresa di investimento di diritto inglese AFX Markets Limited un provvedimento di divieto di prosecuzione delle attività oggetto di autorizzazione, con ordine di chiusura e liquidazione delle posizioni di trading aperte, sia per conto proprio sia per conto dei clienti.

Il successivo 27 agosto, l’Alta Corte di Giustizia di Inghilterra e Galles ha sottoposto, a seguito di apposita richiesta formulata dalla CySec, la società AFX Markets Limited alla procedura di special administration (amministrazione straordinaria), regolata secondo l’Investment Bank Special Administration Regulations.
La procedura si pone come obiettivo quello di proteggere gli interessi dei clienti con la nomina di due special administrators (Jonathan Avery-Gee e Daniel Richardson, presso CG Recovery Limited) che hanno assunto il controllo dell’attività e cercheranno di riconciliare e distribuire i fondi dei clienti nel più breve tempo possibile.
I joint special administrators possono essere contattati all’indirizzo email afxmarkets@cg-recovery.com oppure al numero telefonico 0044 330 995 1241. La Fca, considerato che per la maggior parte dei casi non vi è alcun vantaggio nel coinvolgere terze parti nel recupero dei crediti, consiglia di procedere con cautela nel caso in cui si venga contattati da terze parti. Inoltre, la Fca invita, nel caso in cui si venga contattati da qualcuno che dichiari di chiamare da AFX Markets o da CG Recovery, di chiudere la conversazione e di avvisare chiamando il citato numero.
Per effetto dei suddetti provvedimenti, AFX Markets Limited non può pertanto più prestare in Italia le attività autorizzate.

Cosa possono fare i clienti Afx? La loro situazione non è affatto semplice.
I contratti in Italia erano stipulati con la società di diritto cipriota AFX Capital Markets Ltd. e non con quella inglese, e ciò comporta due sostanziali differenze molto negative.

La prima riguarda l'ammontare del Sistema di Indennizzo: quello cipriota prevede un massimale pari a 20.000 euro (il minimo previsto dalla Direttiva Ue) mentre i clienti della AFX Markets Limited in Gran Bretagna possono ambire all'intervento nazionale che prevede un massimale di 85.000 Sterline, pari al momento a circa 99.000 euro.
La seconda, e riguarda anche i clienti della società inglese, è che i Sistemi di indennizzo escludono l'intervento a favore dei clienti professionali, e purtroppo moltissimi clienti sono stati fatti passare di categoria con metodi non regolari.
A seguito degli interventi Esma (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) in merito all'operatività in derivati, infatti, ai clienti è stato proposto di adeguare il proprio status, con riferimento alle maggiori agevolazioni riguardo l’operatività e soprattutto ai bonus che la stessa Esma ha deciso di vietare con Decisione (Ue) 2018/796 del 22 maggio 2018 di limitazione temporanea dei contratti per differenze (Cfd) nell'Unione europea conformemente all'articolo 40 del regolamento (Ue) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Limitazioni ancora in corso e recepite in via definitiva anche dalla Consob con Delibera n. 20976 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 150 del 28 giugno 2019:
5.5 La proibizione di benefici monetari e non.
Un'ultima misura per affrontare i rischi relativi alla distribuzione di CFD ai clienti al dettaglio è il divieto di benefici monetari (per esempio i cosiddetti "bonus sulla negoziazione") e di alcuni tipi di benefici non monetari. Le promozioni finanziarie che offrono bonus o altri incentivi alla negoziazione di Cfd spesso distraggono i clienti al dettaglio dalla natura altamente rischiosa di questi prodotti, attirando quelli che in assenza dei suddetti incentivi potrebbero non scegliere di effettuare tali investimenti. I benefici proposti sono spesso subordinati alla necessità che i clienti effettuino depositi sul conto o eseguano un certo volume di operazioni.

Tali divieti si applicano agli investitori al dettaglio, da qui la spinta a far diventare professionali “con le buone o con le cattive”.

Da notare come la semplice dichiarazione del cliente non sia sufficiente a considerarlo professionale. Come previsto dal punto II.2. (Procedura) dell'allegato 3 al Regolamento Consob 20307 del 15 febbraio 2018:
“Prima di decidere di accettare richieste di rinuncia a protezione, devono essere adottate tutte le misure ragionevoli per accertarsi che il cliente che chiede di essere considerato cliente professionale soddisfi i requisiti indicati nella sezione II al punto 1”.

Nonostante ciò, i broker poco seri (e Cipro ne è il paradiso in Ue) si accontentano di una semplice dichiarazione da essi stessi sollecitata al cliente.
Sempre a tal proposito, lo scorso 11 luglio l'Esma, ha pubblicato uno statement sul rispetto alle vigenti regole in tema di product intervention delle pratiche di mercato utilizzate dagli operatori per la commercializzazione, distribuzione o vendita ai clienti al dettaglio di contratti per differenze (Cfd), chiarendo i requisiti necessari che devono caratterizzarne l'offerta e identificando le principali pratiche indesiderate ad oggi utilizzate, a partire proprio dall'arbitraria applicazione ai clienti dello status di cliente professionale.

Gli investitori italiani rischiano pertanto di rimanere all'asciutto. Il Sistema di Indennizzo britannico adotta una propria procedura per stabilire se un cliente è da considerarsi al dettaglio o meno, al di là dei documenti sottoscritti. Ma aspettarsi un analogo comportamento da Cipro è un sogno.

Su cosa stia rappresentando Cipro nel settore degli intermediari finanziari e su cosa si sta facendo e ancora si può fare per debellare il fenomeno torneremo a breve con specifici approfondimenti.
 
 
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