testata ADUC
Bond Astaldi: un concordato troppo 'concordato'. Aduc consiglia di votare NO tramite le banche
Scarica e stampa il PDF
Articolo di Anna D'Antuono
4 febbraio 2020 13:10
 
Sono stati pubblicati giovedì 16 gli avvisi di convocazione delle Assemblee dei portatori delle obbligazioni dei prestiti emessi da Astaldi, affinché deliberino sulla proposta di concordato preventivo in continuità aziendale diretta della società. Si tratta di due emissioni.
La prima è un prestito convertibile emesso sotto la legislazione del Regno Unito e denominato “€140,000,000 4.875 per cent. Equity-Linked Notes due 2024” (Codice ISIN: XS1634544248).
La seconda, molto più consistente, è un prestito senior, ossia ordinario, emesso sotto la legislazione degli U.S.A. denominato “€750,000,000 7.125% Senior Notes due 2020” (Codici ISIN: XS1000393899 e XS1000389608).
 
La proposta, lo diciamo subito, fa parte dell'enorme regalo approntato per Salini-Impregilo e posto a carico degli obbligazionisti. Una corretta valutazione di Astaldi post-concordato esigerebbe infatti un esborso triplo da parte di Salini-Impregilo rispetto a quanto previsto nella successiva integrazione tra i due gruppi. Non solo: le stesse ipotesi di recupero per gli obbligazionisti appaiono gonfiate, poiché il 38% mediante azioni e strumenti finanziari partecipativi è molto più realisticamente valutabile al massimo nel 20%. A questo va aggiunto che,  con una evidente disparità di trattamento tra tutti i creditori chirografari, solo alle banche creditrici vengono assegnati dei warrants non previsti per i bond, stravolgendo la Legge Fallimentare e la clausola 'pari passu' del prospetto.
 
Le Assemblee si terranno presso il Centro Congressi dell’Hotel Cristoforo Colombo di Roma nei giorni 25 febbraio, 10 marzo e 24 marzo, rispettivamente in prima, seconda e terza convocazione.
Le opzioni di voto sono le seguenti:
Opzione n. 1 : Votare a favore dell’approvazione del Concordato;
Opzione n. 2 : Votare contro l’approvazione del Concordato;
Opzione n. 3 : Astenersi;
Opzione n. 4 : Richiedere il biglietto assembleare e partecipare all’Assemblea.
Opzione n. 5: Nessuna azione.
 
Per votare no, bisogna scegliere l'opzione 2, avendo cura di procurarsi la ricevuta di voto di dissenso che servirà in futuro per opporsi all'omologa del concordato. In maniera pratica dopo aver espresso il voto occorre farsi rilasciare in maniera contestuale dalla propria banca la ricevuta che attesta il voto espresso con il voto negativo.
 
E' da notare come le date delle convocazioni non appaiono rispettose del dispositivo dell'art. 172 della Legge Fallimentare, laddove prevede che:“Il commissario giudiziale redige l'inventario del patrimonio del debitore e una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulle proposte di concordato e sulle garanzie offerte ai creditori, e la deposita in cancelleria almeno quarantacinque giorni prima dell'adunanza dei creditori”.
 
La ratio del termine minimo (“almeno”) è quella di consentire ai creditori di leggere le valutazioni dei Commissari ed esprimere con compiutezza il voto. L'Adunanza dei creditori, dove tutti esprimeranno il voto sulla proposta di concordato preventivo, è stata convocata per il 26 marzo. La data ultima per il deposito della Relazione Commissariale è quindi lunedì 10 febbraio. Le due assemblee degli obbligazionisti in prima convocazione sono previste il 25 febbraio.
 
Agli obbligazionisti vengono quindi concessi appena quindici giorni, o poco più, per leggere le valutazioni dei Commissari ed esprimere con compiutezza il voto, penalizzandoli in maniera notevole rispetto agli altri creditori, concedendo loro un ben minor termine rispetto a quello del 26 marzo.
 
E' logico che le assemblee degli obbligazionisti debbano tenersi in anticipo rispetto a quest'ultima data, poiché il Rappresentante Unico deve raccogliere il loro voto per poterlo poi esprimere nell'Adunanza di tutti i creditori, ma ciò non può pregiudicare in grave maniera la consapevolezza del voto degli obbligazionisti. I creditori sono tutti uguali, e tutti devono essere messi nella condizione di farsi adeguato giudizio, e tutti nell'arco temporale previsto dalla legge di quarantacinque giorni. Ancora di più considerando che siamo nell'ambito del concordato più grande della storia d'Europa, e ancora di più considerando le indagini della Procura di Roma a carico di due dei precedenti commissari, indagati per corruzione in atti giudiziari assieme al commercialista Corrado Gatti, attestatore del piano di concordato ma allo stesso tempo componente del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, tra le principali banche creditrici di Astaldi: una posizione di incompatibilità che non potrà non essere sottoposta ai giudici in sede di opposizione al concordato.
 
Abbiamo quindi sollecitato il Rappresentante Unico degli obbligazionisti, prof. Tiziano Onesti,  a mezzo pec del 28 gennaio c.a., rimasta fino ad ora priva di riscontro, affinché si attivi per richiedere il rinvio delle date delle due assemblee, eccependo la violazione di legge e le sue conseguenze sulla annullabilità della convocazione assembleare in quanto viziata dalla violazione del termine di cui all'art. 172 della Legge Fallimentare.
 
Dubitiamo ciò avvenga, ed invitiamo tutti gli obbligazionisti ad attivarsi per votare, considerando che molti istituti pongono una data-limite di alcuni giorni precedente al 25 febbraio.
 
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori