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MyWay-4You: le due offensive proposte dal tavolo conciliativo
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2 dicembre 2003 0:00
 
Illustrare nel dettaglio le due proposte del tavolo conciliativo denominate "Finestra" e "Estinzione parziale". Non riusciamo a capacitarci di come alcune associazioni di consumatori (davanti ad un contratto che palesemente viola, nella lettera e nello spirito, diverse norme del testo unico della finanza e che, di fatto, e' stato sottoscritto solo approfittandosi dell'ignoranza finanziaria dei clienti) si prestino ad offendere i risparmiatori sottoscrivendo le ridicole proposte del gruppo Monte dei Paschi di Siena.

Concedere solo quello che certamente un giudice concederebbe
La banca sa benissimo che la penale di estinzione anticipata e' contrattualmente priva di efficacia in quanto non e' controfirmata come previsto dalla legge.
Ufficialmente, la banca dice che quella clausola non e' una penale ma una normale formula finanziaria utilizzata nei contratti bancari. L'Aduc ha documenti interni della banca nella quale questa formula viene chiamata una penale ed e' matematicamente dimostrabile che l'effetto di quella formula e' di applicare una penale all'uscita. Cio' significa che qualsiasi giudice obbligherebbe la banca a rendere nulla questa clausola. Le due proposte hanno in comune l'eliminazione di questa formula, in questo modo uno dei difetti tecnico-legali piu' evidenti del contratto viene sanato. La soluzione, quindi, e' vantaggiosa prevalentemente per la banca.
L'altro elemento e' la vendita della componente obbligazionaria.
Ricordiamo che su questa vicenda l'Aduc ha gia' sollevato il problema della vendita con sovrapprezzo in presenza di conflitto di interessi.
Quella obbligazione e' particolarmente scottante per la banca e liberarsene e' un vantaggio prevalentemente per la stessa banca. Inoltre il prezzo di vendita viene stabilito ancora una volta dalla banca ed abbiamo visto in piu' di un'occasione che anche in sede di vendita (in seguito ad estinzione del contratto) il prezzo applicato e' sensibilmente inferiore rispetto al prezzo che la stessa banca ha dichiarato il medesimo giorno ad altri clienti per la stessa obbligazione.
La cosa che accomuna entrambe le proposte, quindi, e' quella di concedere ai clienti solo quello che un qualsiasi giudice concederebbe e mantenere (ed in certi casi aggravare) la struttura penalizzante del prodotto.

Finestra
La soluzione che la banca chiama "Finestra" altro non e' che un lasciare le cose come sono, dando un contentino (diminuzione del tasso di finanziamento ) e riconoscendo al cliente la possibilita' di recedere senza l'applicazione della clausola di attualizzazione ma solo dal 6 anno in poi.
E' interessante notare come nella spiegazione che la stessa banca fa di questa soluzione vi e' una ammissione implicita che l'attualizzazione altro non e' che una penale mascherata dal momento che si concede l'eliminazione della stessa a partire dal sesto anno in poi.
Lo "sconticino" sul tasso di interesse (che puo' variare da 0,75% a 1,25%) e' evidente un'elemosina offensiva che non modifica la sostanza del problema.

Estinzione parziale
La seconda soluzione e' veramente clamorosa. Approfittandosi del fatto che alcune persone non possono piu' pagare una rata molto elevata, si prospetta la soluzione di ridurla ricomprandosi (al prezzo stabilito dalla stessa banca) l'obbligazione. Questa cosa, evidentemente, avvantaggia solo la banca poiche' il cliente si trova, in sostanza, con la creazione di un nuovo "MyWay-4You" solo azionario.
Per comprendere bene il meccanismo vediamo l'esempio proposto dalla stessa banca:

4You 15 anni
Numero complessivo delle rate: 175
Importo unitario della rata: 232,41 euro
Numero di rate pagate: 27
Valore investimenti a 3/10/2003: ZC 18.299,82 euro, fondo comune 6.670,75 euro
Debito residuo: 23,291,18 euro
Differenziale di attualizzazione: 3.349,01 (con accollo alla Banca)

In caso di adesione alla proposta:
Debito residuo: 23.291,18 euro
Ricavo estinzione zero coupon: 18.299,82 euro
Debito residuo al netto della componente obbligazionaria: 4.991,36 euro
Restituito con 148 rate di importo unitario pari a 49,81 ¤
Rimangono in essere le quote del fondo comune d'investimento per un controvalore di 6.670,75

La domanda e': come fanno a non vergognarsi di fare una proposta del genere?
Semplice, confidano nel fatto che i sottoscrittori non la comprendano.
Facendo quattro semplici conti, il sottoscrittore ha una perdita certa da questa operazione.
In questo caso il sottoscrittore ha gia' pagato la bellezza di 6.275,07 euro di rate e gli si propone di pagare altri 7.371,88 euro (totale 13.646,95 euro) per avere il controvalore ad oggi di 6.670,75 euro del fondo azionario il quale, per definizione ha un rendimento incerto.
Per avere un pareggio sarebbe necessario un rendimento pari almeno al 6%. Per avere un rendimento superiore all'inflazione attesa, servirebbe un rendimento superiore all'8%. Per avere un rendimento pari ad una semplice titolo di stato, servirebbero rendimenti di mercato assurdi.
Con questa proposta (che e' un'offesa all'intelligenza dei clienti, oppure un approfittarsi della loro ignoranza in materia finanziaria) non si fa altro che certificare il danno economico gia' subito dai clienti, come dire: i soldi che hai versato fino ad oggi sono buttati al vento, da ora in poi il fondo azionario te lo ricompri a rate, e speriamo che non subisca un nuovo tracollo.

Non c'e' che dire, queste persone non conoscono la vergogna.
 
 
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