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Portugal Telecom – Oi Brasil. Intesa Sanpaolo: domandare è lecito, rispondere è cortesia
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Articolo di Anna D'Antuono
15 aprile 2018 11:43
 
 Nella vicenda del concordato Oi Brasil – Portugal Telecom, in cui il sistema bancario italiano sta ancora una volta mostrando la propria totale inadeguatezza, sebbene le procedure siano ancora in corso, Aduc si è immediatamente attivata anche sul versante delle enormi omissioni da parte degli intermediari nelle informazioni agli obbligazionisti.

Tutti i clienti lamentano la piena assenza di indicazioni riguardo l'individualizzazione del credito presso la Corte di Rio de Janeiro. Idem per le analoghe procedure in essere nei Paesi Bassi e negli U.S.A. e, in generale, riguardo l'intero Recuperação Judicial avviato nell'estate di due anni fa.

I reclami vertono anche sull'assenza di informazioni riguardo il rischio sia al momento della negoziazione, sia mentre questo si faceva sempre più elevato.

Come sempre, per evitare vertenze quali ad esempio ricorsi all'Arbitro per le Controversie Finanziarie presso la Consob nonché liti giudiziarie vere e proprie, stiamo verificando l'eventuale disponibilità delle banche ad imbastire un dialogo con la clientela.

Lo scorso 14 febbraio, ad esempio, abbiamo scritto ad Intesa Sanpaolo riportando tutto quanto sopra e facendo presente che la vicenda Portugal Telecom – Oi Brasil ricorda abbastanza da vicino ciò che accadde per le obbligazioni Bank of Ireland e Anglo Irish Bank.
In quel caso fu imbastito un dialogo tra il Gruppo Intesa Sanpaolo ed Aduc, che portò -sebbene con un percorso molto accidentato- alla soddisfazione in via transattiva di quasi tutte le posizioni. Una soluzione valida specie se si considera che l'Acf Consob non esisteva ancora.

Abbiamo pertanto domandato ad Intesa Sanpaolo se si potesse bissare il successo del caso Bank of Ireland, magari con un percorso più lineare di allora, incardinando un dialogo soddisfacente per la clientela e confermando la piena disponibilità dei rappresentanti Aduc ad incontri col Dirigente Responsabile presso la Funzione Pre-Contenzioso del Gruppo.

A distanza di due mesi, da parte di Intesa Sanpaolo non è pervenuto alcun cenno in replica.

Domandare è lecito, rispondere è cortesia.

Poiché ci sono domande che non possono rimanere senza risposta,per ottenerne ci rivolgeremo all'Acf Consob, che in uno dei pronunciamenti ha stabilito che pure quando agiscono esclusivamente da soggetto depositario, gli intermediari assumono obblighi continuativi di informare, in tempo utile, i propri clienti in relazione a qualsiasi modifica rilevante attinente alla natura, ai rischi degli strumenti finanziari trattati.
 
 
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