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I diritti e i doveri dei consumatori nei prossimi mesi. Tra influencer, stupidaggini e regressioni
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Editoriale di Vincenzo Donvito Maxia
10 marzo 2024 14:56
 

Ci aspettano, noi impegnati per i diritti e i doveri dei consumatori, tempi bui nei prossimi mesi. Questo fino a dopo le elezioni europee di giugno, poi c’è l’estate e tutto “fa-caldo”, infine il governo in carica comincerà a dimenarsi per capire come aumentare il debito pubblico (i nostri soldi) per proporre una legge di bilancio 2025 entro la fine dell’anno.

Certo, le elezioni europee avranno dei risultati, da cui dovrebbe nascere una nuova commissione e speriamo un sostituto con spina dorsale, a differenza dell’attuale von der Leyen, ma crediamo - per i primi risultati e non per i balletti di potere - se riparlerà nel 2025.

Oggi - concretezze - è tutto immobile.

A livello nazionale seguono il loro corso i provvedimenti della legge di Bilancio 2024: aumento dei carburanti e dei prezzi e dell’Iva, stipendi al palo, sanità che naufraga, liberalizzazioni castrate (taxi, balneari, aerei, automobili, tlc), tasse in crescita,… tutto con un po’ di fumo per farci credere il contrario e provvedimenti per consolidare il disastro (maggiore loro potere). E vedremo, fra un po’, cosa  ne sarà stato dei soldi del Pnrr.

A livello europeo, a parte la presidente della Commissione che sembra giochi un ruolo di influencer più che di governo, non a caso sottobraccio con la nostra influencer italiana che è tale più che primo ministro, gli altri commissari continuano a singhiozzo. Unico punto di riferimento che finora non ci ha fatto andare a gambe all’aria è l’istituzione Banca Centrale Europea, senza la quale saremmo con l’inflazione ancora a due cifre (notare che a livello europeo, e nei singoli Paesi, l’inflazione è in calo, mentre solo in Italia è in crescita).

Un quadro generale, che non esclude, anche da parte delle amministrazioni locali, qualcosa di buono e qualcosa di peggio. Aduc farà il possibile per mettere in evidenza il necessario.

Quel che ci preme evidenziare è il clima negativo generale per noi consumatori, ultimo anello economico a cui imputare tutti i costi. E che - a nostro avviso per fortuna - non ha corporazioni che lo difendono come tutti gli altri attori economici. Certo, ci sono alcune associazioni che si agitano, strepitano e si genuflettono per dimostrare di esserlo, ma sono - sempre per fortuna - il nulla o influencer anch’esse. 

Nel frattempo, unica cosa che crediamo si possa fare - come fa Aduc - è ridurre il danno. Pur preparandoci per un futuro migliore.


Qui il video sul canale YouTube di Aduc


 
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