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Banca Popolare di Bari: Quousque tandem abutere, Jacobini, patientia nostra?
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Banche in crisi di Anna D'Antuono
29 agosto 2017 11:51
 


Si è concluso il primo bimestre di scambi all'Hi-Mtf delle azioni Banca Popolare di Bari. Come abbondantemente prevedibile, si tratta di scambi per modo di dire.

Il regolamento Hi-Mtf prevede, in assenza di un controvalore minimo di scambi, l'ampliamento della banda di oscillazione consentita. Ed è quanto ora accade alla Popolare di Bari col passaggio da 8% a 12% rispetto al prezzo di riferimento di 7.50 Tradotto in cifre, il prezzo minimo consentito per le vendite del bimestre appena iniziato passa da 6.90 a 6.60. Una variazione perfettamente inutile

Cosa attende gli azionisti della Banca Popolare di Bari? Altri due mesi perduti, altri due mesi di scambi assenti o quasi. Come se non bastasse, almeno secondo i piani degli amministratori della banca, ne trascorreranno poi altri otto.

I successivi passaggi del regolamento prevedono infatti, di bimestre in bimestre, l'allargamento della banda a:

- 16%, che corrisponde ad un prezzo minimo in vendita di 6.30 euro;
- 20%, che corrisponde ad un prezzo minimo in vendita di 6.00 euro;
- 24%, che corrisponde ad un prezzo minimo in vendita di 5.70 euro;
- 28%, che corrisponde ad un prezzo minimo in vendita di 5.40 euro.


Anche un prezzo minimo di vendita per le azioni a 5.40, dato una banda di oscillazione al 28%, rappresenta un valore ancora molto alto rispetto alle altre banche quotate comparabili con la Popolare di Bari. Non ci sarebbero scambi nemmeno a tale livello, pertanto. 

L'unico effetto di tutto ciò è che, di bimestre in bimestre, gli amministratori della Banca Popolare di Bari avranno nel complesso guadagnato un anno di tempo. Magari sperano in un forte rialzo delle altre banche quotate, rialzo che interesserebbe anche la valutazione della Popolare di Bari e renderebbe meno clamoroso il tracollo del prezzo.

Nel mentre, migliaia di azionisti dovranno di volta in volta tornare in agenzia per impartire una nuova e perfettamente inutile disposizione di vendita ad un prezzo, ribassato, inutile come il precedente. Il tutto imprecando contro i dipendenti, anche loro costretti ad un enorme aggravio di lavoro e di stress.

Ci rivolgiamo al presidente della Banca Popolare di Bari, Dott. Marco Jacobini, e lo invitiamo a raccontare la realtà riguardo i titoli dell'Istituto, come Aduc ha fatto da tempo, e ad assumere gli opportuni provvedimenti necessari ad una vera quotazione delle azioni e -non dimentichiamole- delle obbligazioni subordinate dell'istituto.


 
 
 
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