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La Banca d’Irlanda insegna: la consulenza è indipendente solo quando paga direttamente il cliente. Consob, se ci sei batti un colpo...
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Editoriale di Alessandro Pedone
18 febbraio 2020 17:31
 
Sta per entrare in vigore (il 30 Marzo prossimo) un provvedimento della Banca Centrale d’Irlanda, approvato a settembre dell’anno scorso, nel quale si vieta agli intermediari di utilizzare l’espressione “Indipendente”, o suoi derivati, per qualificare l’attività dei propri dipendenti o agenti nel caso in cui l’intermediario prenda provvigioni dai prodotti raccomandati (in Italia si tratta in pratica del 99% degli intermediari). 
Lo scopo del provvedimento è quello di fare chiarezza sul modo in cui gli intermediari che forniscono “consulenza” vengono retribuiti. 

In Italia abbiamo fatto il passaggio inverso. Per anni un piccolo drappello di consulenti finanziari, realmente indipendenti, si definiva (e molti continuano a farlo) “consulenti finanziari indipendenti” ai tempi in cui gli agenti di commercio che lavorano in finanza venivano qualificati dalla legge italiana come “Promotori Finanziari”. 
Ricordiamo che tutt’ora la normativa europea li qualifica con il termine “tied-agent”, cioè: agente collegato. 
I promotori finanziari non hanno mai digerito il fatto che la legge li qualificasse come “promotori” ed hanno fatto lobbying - investendo notevoli risorse - fino a quando hanno ottenuto non solo che la legge li chiamasse “Consulenti Finanziari Abilitati all’Offerta Fuori Sede”, ma anche che la legge chiamasse “Consulenti Finanziari Autonomi” coloro i quali per anni si sono sempre definiti “Consulenti Finanziari Indipendenti”. 

L’espressione “indipendente”, in Italia, applicata al mondo della finanza, è diventata un’espressione ambigua grazie alla pressione lobbistica del mondo delle reti di promozione finanziaria. 

Da notare che il provvedimento della Banca Centrale Irlandese (BCI) è frutto di una ricerca realizzata nel 2017, ricerca che si può leggere sul sito della stessa BCI a questo link.
Il 63% degli intervistati dichiarava che preferiva lavorare con degli intermediari indipendenti, ma la grande maggioranza degli intervistati non aveva chiaro come venissero pagati i consulenti. 
Da questi dati, la Banca Centrale Irlandese ha compreso che era necessario fare chiarezza sul termine indipendente ed ha così imposto che il termine (ed i suoi derivati) venisse utilizzato solo da coloro che si fanno pagare esclusivamente dal cliente e quindi non percepiscono commissioni sui prodotti che consigliano. 


In Italia l’autorità che dovrebbe vigilare sulla trasparenza e la correttezza dei comportamenti degli intermediari finanziari è la Consob. Stiamo ancora aspettando che prenda qualche provvedimento sullo scandaloso tema della comunicazione dei costi effettivamente sostenuti dagli investitori (così detto “resoconto ex post dei costi MIFID”). 
Sull’uso del termine “Indipendente” continuamente abusato dagli agenti di commercio e spesso anche da intere reti di promozione finanziaria ha nulla da dire? 
Temiamo che per l’ennesima volta si contraddistingua per un assordante silenzio… 
Consob, se ci sei, batti un colpo!
 
 
 
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