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Consob: si apre l'era post Cardia
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Editoriale di Alessandro Pedone
30 giugno 2010 17:04
 
Mentre scriviamo il consiglio dei ministri dovrebbe occuparsi della successione dell'ormai ex presidente della Consob Lamberto Cardia.
Cardia è stato in Consob (come consigliere prima e come presidente poi) per 12 anni.
Durante la sua presidenza ai risparmiatori italiani è accaduto di tutto: scandali finanziari specifici della nostra nazione (Cirio, Parmalat, MyWay/4You, solo per citare i più rilevanti) ed una crisi finanziaria internazionale che ha messo a dura prova i portafogli finanziari degli italiani anche grazie a comportamenti degli intermediari finanziari quantomeno discutibili, per usare un eufemismo.
Il giudizio complessivo dell'era Cardia non può che essere largamente insufficiente.
Solo recentemente, probabilmente anche grazie lo stimolo di una Banca d'Italia più attenta alla tutela degli utenti del sistema bancario, la Consob ha preso posizioni più decise contro i diffusissimi comportamenti degli intermediari finanziari che formalmente rispettano le norme, ma nella sostanza le aggirano.
Il nuovo presidente della Consob, chiunque sarà, si troverà un po' come il nuovo commissario tecnico della nazionale di calcio: dopo un mezzo disastro è più probabile che faccia meglio del suo predecessore, peggio è proprio difficile.
Fra le molte cose che vorremmo cambiassero in Consob ce n'é una alla quale siamo molto sensibili: vorremmo una Consob trasparente nei confronti dei cittadini che vi si rivolgono.
Oggi i cittadini che fanno un esposto alla Consob non hanno alcun diritto di ricevere informazioni circa l'esito del ricorso: auspichiamo che questo cambi in fretta.
Il nuovo presidente che verrà nominato a breve, chiunque sarà, dovrebbe promuovere – come primo atto – un regolamento interno che preveda il diritto degli utenti ad avere risposte in tempi certi sugli esiti degli esposti, nonché una serie di diritti per quanto riguarda l'accesso agli eventuali atti di ispezioni susseguenti agli esposti.
La Consob dovrebbe eliminare definitivamente quel sospetto che da sempre le aleggia intorno: più attenta alle esigenze degli intermediari finanziari rispetto a quelle dei risparmiatori.
Il Governatore Mario Draghi, per quanto riguarda la Banca d'Italia, c'è riuscito.
Si possono fare molte critiche a Draghi (e noi le facciamo, in particolare sulla lentezza con le quali passa dalla parole ai fatti) ma non si può negare la netta discontinuità con i metodi e l'approccio del predecessore.
Auguriamo al prossimo presidente della Consob di fare altrettanto.
 
 
 
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