testata ADUC
Trasparenza sugli investimenti finanziari: metti in mora la banca!
Scarica e stampa il PDF
Editoriale di Alessandro Pedone
6 marzo 2019 11:39
 
Sai quanto hai pagato, l’anno scorso, per investire il tuo denaro?
Te lo dico io, non lo sai!  Sai che è un tuo diritto conoscerlo e che la banca ti ha negato questo diritto lo scorso anno? No, non sapevi neppure questo.
Bene, adesso lo sai! E noi ti diamo lo strumento per far valere questo tuo diritto.

Nonostante una legge in vigore dal gennaio dello scorso anno, l’informazione che investire i propri soldi in banca ha un costo annuo nell’ordine del 2% medio (cioè circa 2.000 euro all’anno ogni cento mila euro investiti) è ancora praticamente qualcosa di sconosciuto ai più.
Alcune persone sanno che possono esserci dei costi una-tantum. Molti s’immaginano che le banche, in qualche modo, ci guadagnino più di loro dai soldi che gli affidano, ma resta un’idea molto vaga, indimostrabile.
E’ giunto il momento che le banche siano messe davanti ai loro obblighi di trasparenza che per oltre un anno intero hanno disatteso.
C’è una cosa molto semplice che puoi e devi fare: chiedere ufficialmente alla tua banca di applicare la legge! Se non lo fa, sarà tenuta a risarcire i danni.
Abbiamo preparato una semplice lettera di messa in mora che dovrai compilare con i tuoi dati ed inviare alla Banca. Ti consigliamo di inviarne una copia (anche per posta ordinaria alla Consob) in modo che l’Autorità di Vigilanza sia informata del fatto che molti cittadini non hanno ricevuto questi dati e si sono attivati.
Vi chiediamo di inviare una copia anche a noi, basta per posta elettronica semplice. Questo ci servirà a capire quante persone parteciperanno a questa iniziativa ed eventualmente a tenerli informati in modo da partecipare ad un’azione di gruppo per obbligare le banche ad applicare la legge.
Attivati subito! E’ importante che le banche siano inondate di richieste.
L’informazione precisa e puntuale sui costi effettivamente pagati è il fondamento stesso del principio di Trasparenza, principio del quale le autorità di vigilanza si riempiono sempre la bocca. Il cliente che non sa quanto effettivamente paga non può prendere nessuna scelta consapevole.  Le banche devono tirare fuori questo dato e lo devono fare adesso!
Stanno accampando scuse relative alla difficoltà tecnica di elaborare i dati.
Erano anni che sapevano che avrebbero dovuto attrezzarsi in merito.
Secondo una interpretazione a loro stra-favorevole, l’obbligo di fornire questo dato, relativo all’anno 2018, potrebbe essere assolto entro tutto il 2019. In ipotesi, secondo questa loro tesi, a fine dicembre 2019 potrebbero comunicare i costi effettivamente sostenuti l’anno precedente.
E’ chiaro che si tratta di una tesi assurda. Davanti ad una specifica richiesta del cliente, però, non potranno più sostenere questa assurdità. Al cliente che fa richiesta specifica dovranno rispondere, altrimenti metteranno mano al portafoglio.
Attivati subito!
Se hai dei soldi investiti, scrivi alla tua banca o al tuo intermediario finanziario, come una delle classiche rete di distribuzione finanziaria, senza fare nomi: Banca Intesa, e tutte le banche del gruppo, Unicredit e tutte le Banche del gruppo, Monte dei Paschi di Siena,  Mediolanum, Fideuram, Azimut, Allianz, Generali, Credem, Bnl, Deutsche Bank, ecc. ecc. ecc.
Dovunque hai investito i tuoi soldi, fai valere i tuoi diritti e pretendi di sapere quanto hai speso! E’ un tuo diritto: esercitalo.

Per eventuale consulenza: https://www.aduc.it/info/consulenza.php
 
 
EDITORIALI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori