testata ADUC
Banca Popolare di Bari, S.p.A. e recesso: la Corte Costituzionale sancisce la fine dei falsi problemi. Aduc assiste azionisti ed obbligazionisti
Scarica e stampa il PDF
Banche in crisi di Giuseppe D'Orta
26 marzo 2018 7:41
 
  Più volte, da quando ci occupiamo della Banca Popolare di Bari, abbiamo evidenziato come l'obbligo della trasformazione in Società per Azioni e il relativo diritto di recesso fossero dei falsi problemi in relazione al prezzo delle azioni ed al futuro della stessa banca.

Del resto, se avesse dovuto pagare i soci recedenti, l'istituto sarebbe fallito prima ancora di iniziare a farlo.

Ora che la Corte Costituzionale, respingendo lo scorso 21 marzo il ricorso della Banca Popolare di Sondrio, ha finalmente posto la parola fine alla questione, possiamo occuparci della sostanza delle cose: il prezzo delle azioni della Banca Popolare di Bari, già passato da 9.53 a 7.50, è destinato a precipitare.

Quanto deve ancora scendere il prezzo delle azioni?

Molto. Anche la metà, ed oltre, dall'attuale quotazione di 5.70 paragonando i multipli di bilancio cui sono trattati sul mercato gli istituti paragonabili. La forte opacità dell'attuale management ci impedisce di approfondire anche se, come abbiamo già fatto notare, negli esercizi passati gli accantonamenti per i rischi sui crediti concessi appaiono molto scarsi.

Gli amministratori della banca, al solo scopo di guadagnare tempo per loro stessi, a giugno dell'anno passato hanno fatto avviare la negoziazione delle azioni nel sistema multi-laterale di negoziazione Hi-Mtf il cui regolamento consente di rivedere solo ogni due mesi, e in maniera limitata, i prezzi che è possibile immettere nelle aste settimanali. Di bimestre in bimestre, il prezzo delle azioni Popolare di Bari alle "aste toste" dell'Hi-Mtf è calato da 7.50 a 5.70, ma di compratori non se ne vedono. Non se ne vedranno fino a quando non ci sarà possibilità di fare un vero prezzo a cui si possano incontrare la domanda e l'offerta.

Il problema non riguarda solo gli azionisti, ma tutti. La Banca Popolare di Bari ha collocato alla clientela anche obbligazioni subordinate, infatti, categoria di bond che -oramai è notorio- sarebbe coinvolta in caso di dissesto. Mentre i possessori di obbligazioni non subordinate devono comunque stare molto attenti, massima attenzione deve essere prestata anche da chi detiene depositi superiori a centomila euro o depositi esclusi dalla copertura.

Cosa fare per vedere risarcito il danno?

Alcuni azionisti hanno presentato ricorso all'Arbitro per le Controversie Finanziarie, Acf, presso la Consob, il cui Collegio ha in più occasioni imposto alla banca di risarcirli. La Popolare di Bari, però, non sta ottemperando ai pronunciamenti dell'Acf, ritenendoli non corretti e presumendo di vedere riconosciute le proprie ragioni in Tribunale. La mossa serve soprattutto ad evitare che sempre più azionisti, parliamo di circa settantamila soggetti, seguano la strada veloce ed economica dell'Acf.

Per rivedere il capitale investito si deve quindi intentare causa, preceduta dal tentativo obbligatorio di mediazione, sperando di vincere ed incassare prima che la banca finisca in dissesto. Ciò non vuol dire che reputiamo la Popolare di Bari destinata a sicuro fallimento, ma è un dato di fatto che a Bari si sta svelando una situazione molto simile ad altre realtà finite molto male: una banca popolare i cui azionisti -fino alla modifica normativa del 2013- "vivevano in un mondo a parte" rispetto ai prezzi di mercato, il valore delle azioni fissato dal C.d.A. della banca e mai abbassato negli anni della grande crisi e fino a due anni fa, forti dubbi sulla solidità dei crediti dell'istituto, azionisti "scavalcati" nel registro cronologico delle vendite.

Le cause sono lunghe, e costano

A differenza del ricorso all'Acf, intentare causa -preceduta dalla mediazione obbligatoria- vuol dire intraprendere un percorso lungo e costoso. Il solo fatto che le azioni siano oggi invendibili non attribuisce il diritto al risarcimento, ma occorre verificare caso per caso se la banca ha rispettato la normativa sia al momento del collocamento o della negoziazione, sia in seguito, con particolare riguardo alla disciplina degli strumenti finanziari illiquidi.
Aduc mette quindi a disposizione il proprio team di avvocati esperti in diritto finanziario e di consulenti finanziari indipendenti per valutare le posizioni degli interessati.
Il primo passo è compilare la form disponibile all'indirizzo https://investire.aduc.it/iniziative/firma/id/10
Si verrà poi contattati per approfondire (valutazione che non prevede costi).
 
 
BANCHE IN CRISI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori